DAVID GRANN.
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L'OSCURITA' BIANCA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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LAUTORE.
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David Grann  una firma della prestigiosa rivista New Yorker e scrive per il New York Times Magazine, The Atlantic, il Washington Post e il Wall Street Journal. Il suo primo libro, Civilt perduta,  diventato un bestseller da oltre mezzo milione di copie e un film, ed  stato pubblicato in Italia da Corbaccio, che ha pubblicato anche Il demone di Sherlock Holmes e Gli assassini della Terra Rossa, che diventer un film diretto da Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio.
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a Joanna, Max e Alicia.
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Non si vede altro che una oscurit bianca.
Henry Worsley.
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Capitolo 1.
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Pericolo mortale.
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Si sentiva come un puntino in quel nulla di gelo. In qualunque direzione si voltasse, vedeva solo il ghiaccio estendersi a perdita d'occhio: ghiaccio bianco e azzurro, lingue di ghiacciai e cunei di ghiaccio. Nessun segno di vita. N una foca o un uccello. Nulla, tranne lui.
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Era difficile respirare, e quando espirava l'umidit si congelava sul viso: dalla barba pendeva una ghirlanda di cristalli; le sopracciglia erano racchiuse nel ghiaccio come esemplari ben conservati; quando sbatteva le palpebre, le ciglia si spezzavano. Bagnati e sei morto, ricordava spesso a se stesso. La temperatura sfiorava i quaranta gradi sotto zero; la sensazione di gelo era peggiorata dal vento, che talvolta sollevava nubi accecanti di minuscoli frammenti di ghiaccio, disorientandolo al punto da farlo cadere, le ossa che sbatacchiavano sul terreno.
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L'uomo, il cui nome era Henry Worsley, consult un localizzatore GPS per capire dove fosse esattamente. Secondo le coordinate si trovava sul Titan Dome, una formazione di ghiaccio nelle vicinanze del Polo Sud alta pi di 3000 metri. Sessantadue giorni prima, il 13 novembre 2015, era partito dalla costa dell'Antartide, nella speranza di riuscire l dove il suo eroe, Ernest Shackleton, aveva fallito un secolo prima: attraversare a piedi l'intero continente. Il percorso, che toccava il Polo Sud, misurava mille miglia, e avrebbe attraversato quello che verosimilmente  l'ambiente pi ostile del pianeta. Inoltre, mentre Shackleton aveva fatto parte di una grossa spedizione, il cinquantacinquenne Worsley stava affrontando l'impresa da solo e senza assistenza: lungo il tragitto
non erano stati predisposti depositi di cibo per evitare che soffrisse la fame, cos doveva trasportare
tutte le provviste su una slitta, senza l'ausilio dei cani o di una vela. Nessuno aveva mai tentato un'impresa simile.
La slitta  che alla partenza pesava poco meno di centocinquanta chili, quasi il doppio dello
stesso Worsley  era assicurata a un'imbragatura intorno al torace; per trascinarla sul ghiaccio Worsley
indossava gli sci da fondo e si aiutava con una coppia di bastoncini. Il lungo viaggio era cominciato
poco sopra il livello del mare, e Worsley aveva guadagnato quota con inesorabile regolarit, con l'aria
sempre pi rarefatta e il naso che di tanto in tanto gli sanguinava per via della pressione; goccioline
cremisi coloravano la neve lungo il suo cammino. Quando il terreno diventava troppo ripido, si sfilava
gli sci e arrancava a piedi, indossando i ramponi per fare presa sul ghiaccio. I suoi occhi scrutavano la
superficie in cerca di crepacci. Un passo falso e sarebbe scomparso in un baratro invisibile.
Worsley era un ufficiale in congedo dell'esercito britannico che aveva prestato servizio nello
Special Air Service, una celebre unit speciale. Era anche uno scultore, un pugile combattivo, un
fotografo che amava documentare i suoi viaggi, un orticoltore, un collezionista di libri rari, mappe e
fossili, e uno storico dilettante che era diventato un'autorit di spicco su Shackleton. Sul ghiaccio,
d'altro canto, assomigliava pi a un animale, dedito solo a trascinare il suo carico e a dormire,
trascinare e dormire, come se seguisse un qualche ritmo primitivo.
Aveva imparato a sopportare condizioni proibitive e durissime che avrebbero piegato chiunque.
Per ore e ore la sua mente dipingeva immagini su quel paesaggio desolato e recuperava ricordi della
moglie, Joanna, del figlio ventunenne, Max, e della figlia diciannovenne, Alicia. Sugli sci i suoi
familiari avevano scarabocchiato frasi d'incoraggiamento. Una di queste recitava il motto di Winston
Churchill: Il successo non  definitivo, il fallimento non  fatale: ci che conta  il coraggio di andare
avanti. Un'altra, scritta da Joanna, diceva: Torna da me sano e salvo, amore mio.
Come capita a molti avventurieri, la sua sembrava pi una sfida interiore che esteriore: il
viaggio era un modo per mettere alla prova il proprio carattere in modo decisivo.
Henry Worsley in Antartide.
Inoltre avrebbe raccolto denaro per l'Endeavour Fund, un ente benefico a favore dei militari
feriti in combattimento. Alcune settimane prima il duca di Cambridge, il principe William,
patrocinatore della spedizione, aveva trasmesso un messaggio a Worsley: Sta compiendo un'impresa
meravigliosa. Qui tutti si tengono aggiornati su come sta andando, e sono tutti molto orgogliosi dei
risultati che sta ottenendo.
Il viaggio di Worsley aveva catturato l'attenzione del pubblico in tutto il mondo, fra cui schiere
di studenti che seguivano i suoi progressi. Ogni giorno, dopo aver camminato per diverse ore ed essersi
rifugiato nella tenda, Worsley trasmetteva un breve resoconto radio sulle sue esperienze. (Compiva
questo piccolo numero di magia chiamando con il suo telefono satellitare un amico in Inghilterra, il
quale registrava il comunicato per poi postarlo sul sito web dell'esploratore.) La sua voce, fredda e
risoluta, incantava gli ascoltatori. Una sera, due settimane dopo l'inizio del viaggio, Worsley disse:
Stamattina ho dormito un po' di pi, cosa di cui in realt sono contento, visto che le precedenti
quarantott'ore di fatica mi avevano sfiancato. Ma ci che mi sono trovato davanti quando ho aperto la
tenda non era la mia scena preferita: una tormenta di neve e vento da est. Ed  rimasto cos tutto il
giorno, n stasera ha accennato a cambiare. Orientarsi in circostanze simili  sempre una sfida. Nelle
prime tre ore devo aver combinato un bel casino, e a un certo punto mi sono domandato perch
all'improvviso il vento soffiava da nord e non pi da est. Che errore idiota! Non era il vento ad aver
cambiato direzione, ma io. Oggi penso di aver perso circa tre miglia girando in tondo per nove ore, con
la testa perennemente piegata a consultare la bussola e a fissare gli sci. A ogni modo, mi sono rimesso
in carreggiata, ben contento di procedere in linea retta, anche se con la prospettiva di un'altra giornata
di oscurit bianca.
A met gennaio del 2016, Worsley aveva percorso quasi 800 miglia, e praticamente ogni parte
del suo corpo gli procurava sofferenze atroci. Braccia e gambe tremavano. La schiena era dolorante. I
piedi erano coperti di vesciche e le unghie erano annerite. Le dita delle mani stavano diventando
insensibili per i geloni. Nel diario scrisse: Preoccupato per le dita. La punta di un mignolo  gi andata
e tutte le altre mi fanno un male tremendo. Uno dei denti anteriori si era rotto, e il vento sibilava
attraverso il foro. Aveva perso quasi venti chili e aveva maturato un'ossessione per i suoi piatti
preferiti, che elencava per il suo pubblico di ascoltatori: Pasticcio di pesce, pane nero, panna montata,
bistecca e patatine, altre patatine, salmone affumicato, patate al cartoccio, uova, dolce di riso, tavolette
di cioccolato Dairy Milk, pomodori, banane, mele, acciughe, grano spezzato, Weetabix, zucchero di
canna, burro d'arachidi, miele, pane tostato, pasta, pizza e ancora pizza. Ahhhh!
Ormai stava per crollare. D'altro canto era uno che non mollava mai, fedele al motto ufficioso
dello Special Air Service: Always a little further, Sempre un po' pi in l, un verso tratto da Il
dorato viaggio a Samarcanda, una poesia del 1913 di James Elroy Flecker. Queste parole erano dipinte
sulla parte anteriore della slitta, e Worsley le mormorava fra s e s come un mantra: Sempre un po'
pi in l... un po' pi in l.
Aveva appena raggiunto la cima del Titan Dome e stava iniziando la discesa, la forza di gravit
che lo spingeva verso la sua destinazione, ad appena un centinaio di miglia di distanza. Worsley era
vicinissimo a quello che amava definire un appuntamento con la storia. Ma quanto sarebbe potuto
andare avanti prima che il freddo lo avesse consumato? Aveva studiato con grande attenzione le
decisioni prese da Shackleton, la cui abilit nell'evitare i pericoli mortali era leggendaria, e che era
riuscito a salvare la vita a tutto il suo gruppo durante una sfortunata spedizione. Ogni volta che Worsley
si trovava di fronte una situazione pericolosa  e ora si trovava in pericolo come mai prima  si poneva
una domanda: cosa farebbe Shackleton?
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Capitolo 2.
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L'incantesimo di piccole voci lontane.
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Il padre di Henry Worsley, come Shackleton, era stato un famoso leader. Da ragazzo Henry
aveva ascoltato i racconti di come suo padre, Richard Worsley, si era distinto durante la Seconda guerra
mondiale, guidando il suo reggimento alla vittoria nei deserti nordafricani e sulle strade italiane. The
Independent aveva lodato la sua capacit di mantenere il morale in situazioni difficili. Nel corso
degli anni, aveva raggiunto i gradi pi alti dell'esercito britannico, diventando generale del
Commissariato nel 1979.
Avevamo visto Dio in tutto il Suo splendore scrisse Shackleton della
sua spedizione transantartica.
Agli occhi di Henry, il padre appariva spesso come una figura biblica: autorevole, degna di
ammirazione, incombente ma assente. Un parente ricorda: Henry vedeva raramente suo padre e,
quando capitava, be', era come se si stringessero la mano. Non era certo come un abbraccio o un segno
di affetto, o qualcosa di simile. Spesso Richard Worsley veniva inviato all'estero, e quando Henry
aveva sette anni venne iscritto a un collegio maschile nel Kent.
Henry, esile e con gli occhi azzurri, lo sguardo fisso in modo inquietante, trovava conforto nello
sport, primeggiando nel cricket, nel rugby, nello sci e nell'hockey. Pur non essendo fisicamente forte, si
impegnava nelle competizioni come se qualcosa lo pungolasse, gettandosi a testa bassa sulle palle e
sciando fuori pista per tuffarsi in boschi pericolosissimi.
A tredici anni si trasfer alla Stowe School, nel Buckinghamshire, dove divenne capitano della
squadra di cricket, rugby e hockey. I compagni cercavano di stare in sua compagnia, ma Henry
preferiva vagare da solo nella tenuta della scuola, tre chilometri quadrati di foreste e campi. Andava in
cerca di nidi di uccelli, segnandone la posizione su una mappa. A intervalli regolari tornava a
controllarli, annotando su un blocco quante uova erano state deposte o quanto rapidamente stessero
crescendo i piccoli.
A Henry interessavano poco le lezioni, ma spesso spariva in biblioteca a leggere libri di poesia
e avventure. Un giorno trov una copia di Alla conquista del Polo Sud,1 il resoconto di Shackleton del
suo tentativo coraggioso quanto sfortunato, condotto fra il 1907 e il 1909, di raggiungere il Polo Sud.
(L'impresa era nota come spedizione Nimrod, dal nome della nave comandata da Shackleton.)
Worsley lesse le prime righe:
Gli uomini si spingono nelle regioni deserte del globo per ragioni diverse. Alcuni sono
semplicemente animati da spirito avventuriero, alcuni dal desiderio vivo di cognizioni scientifiche; altri
infine vanno lungi dai sentieri battuti del mondo, attratti dall'incantesimo di piccole voci lontane [...]
dal fascino misterioso che l'ignoto esercita.2
Il libro era illustrato con fotografie della spedizione, che Worsley fissava pieno di meraviglia.
C'era la capanna, occupata da un fornello, cibo in scatola e un grammofono, dove Shackleton e i suoi
uomini trascorsero l'inverno sull'isola di Ross, al largo delle coste dell'Antartide. C'erano i pony della
Manciuria che avrebbero dovuto trainare le slitte, ma che resistettero pochissimo tempo. E
naturalmente, mentre attraversava quella maestosa desolazione, c'era Shackleton, un uomo affascinante
e imponente, che sembrava incarnare il motto sullo stemma della sua famiglia: Fortitudine Vincimus.
Worsley lesse tutto ci che riusc a trovare su Shackleton e gli altri esploratori polari. Scopr
con piacere che Frank Worsley, membro fidato di una delle spedizioni di Shackleton, era un suo
lontano parente e autore a sua volta di un emozionante libro di memorie, in cui descriveva come
avessero affrontato una serie infinita di bufere, burrasche e accecanti tempeste di neve.
Nel 1978 Henry Worsley si diplom a Stowe. Sebbene desiderasse diventare un esploratore
polare, si arruol nell'esercito. La madre, Sally, ricordava: Non voleva affatto entrare nell'esercito,
ma alla fine riuscimmo a convincerlo che gli sarebbe piaciuto e che almeno avrebbe potuto provarci.
Entr alla Royal Military Academy Sandhurst, nel Surrey, dove frequent il corso per allievi ufficiali.
Alla cerimonia conclusiva, nel 1980, sfil in parata davanti ad alcuni alti ufficiali dell'esercito, fra cui
suo padre, che nel 1976 era stato nominato cavaliere. Henry si port una mano alla fronte per fare il
saluto militare. Henry Worsley, come suo padre, si arruol nell'esercito.
Henry ottenne i gradi di sottotenente e venne assegnato allo stesso reggimento in cui suo padre
aveva prestato servizio in passato. In questo periodo cominci a rileggere i racconti di Shackleton, che
non considerava pi delle semplici storie romantiche. Ero affascinato dalle straordinarie avversit che
questi uomini erano preparati ad affrontare avrebbe scritto in seguito Worsley nel suo In Shackleton's
Footsteps, pubblicato nel 2011. Per me Shackleton era diventato qualcosa di pi di un eroe annotava.
Guardavo a lui come a un mentore. Avevo diciannove anni e non avevo mai guidato altri uomini, cos
credevo che non ci fosse un esempio migliore da seguire del suo.
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Capitolo 3.
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L'inferno  un luogo gelido.
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Sotto molti punti di vista, il percorso di Ernest Shackleton era costellato di fallimenti. Il suo
primo tentativo nelle esplorazioni polari risaliva al 1901, quando si un a una spedizione guidata da
Robert Falcon Scott, il quale sperava di diventare il primo uomo a raggiungere il Polo Sud, un luogo,
nelle parole dello stesso Scott, mai calpestato da piede umano o visto da occhio umano. Scott,
ufficiale della marina britannica, era un comandante tenace e coraggioso, e impegnato nella ricerca
scientifica. Tuttavia sapeva essere anche intransigente, freddo e dispotico, capace di comandare i
membri del suo equipaggio con lo stesso rigore a cui era stato abituato in marina. Una volta ordin che
un cuoco venisse messo in catene per insubordinazione, in modo che la punizione instillasse nell'uomo
una condizione di lamentosa umilt. Shackleton, che aveva prestato servizio nella marina mercantile
per un decennio, era contrario a tanta durezza.
Shackleton, Robert Falcon Scott e Edward Wilson
in partenza per il Polo Sud.
Nel febbraio del 1902, il gruppo stabil il campo base sulla sponda gelata dell'Antartide. Sul
continente si alternano due stagioni: l'estate, che va da novembre a febbraio, e l'inverno. Per gran parte
dell'estate, a causa dell'inclinazione dell'asse terrestre, il sole splende anche di notte. In inverno
l'oscurit  totale, e le condizioni sono proibitive per la vita umana; nel luglio del 1983  stata toccata
una temperatura di 89 gradi.3 Cos Scott attese fino al 2 novembre, quando la luce del sole cominci a
colorare il cielo, prima di intraprendere con Shackleton e un terzo uomo, Edward Wilson, il viaggio di
quasi milletrecento chilometri verso il Polo, quello che un altro membro della spedizione chiam il
lungo e solitario cammino verso l'oscurit.
Mentre procedevano, i tre uomini erano accecati dal riverbero del ghiaccio; la carne era
consumata dalla fame, dai geloni e dallo scorbuto. Spesso Scott si scagliava contro i suoi uomini. Una
volta url: Venite qui, maledetti idioti! Shackleton rispose: Lei  il peggior idiota del gruppo.
Il 31 dicembre 1902, a oltre 480 miglia dal Polo, Scott diede l'ordine di ritirarsi. Durante il
faticoso rientro, Shackleton tossiva sangue e, una volta raggiunta la nave, per sua stessa ammissione
dichiar di essere distrutto.
Quattro anni dopo, assumendo per la prima volta il comando, Shackleton guid la spedizione
Nimrod. Questa volta, lui e i suoi tre compagni si spinsero vicino al Polo Sud pi di quanto chiunque
altro avesse mai fatto: 97 miglia nautiche. (Il miglio nautico, che si utilizza nella navigazione polare,
equivale a 1852 metri contro i 1609 del miglio terrestre.) Shackleton, tuttavia, temendo per la salvezza
dei suoi uomini, si ritir di nuovo. Dopo il suo ritorno in Inghilterra, non discusse del fallimento con la
moglie, Emily, ma si limit a dire: Meglio un asino vivo che un leone morto, non trovi?
Sono del tutto d'accordo, caro rispose lei.
Altri, nel frattempo, fecero la storia. Nel 1909 un esploratore americano, Robert E. Peary,
dichiar di aver raggiunto per primo il Polo Nord. (Che avesse toccato esattamente il Polo sarebbe stato
oggetto di dispute in seguito.) Due anni dopo, l'esploratore norvegese Roald Amundsen vinse la corsa
al Polo Sud. Utilizzando i cani anzich gli uomini per trainare le slitte, e procedendo in molti tratti sugli
sci, precedette una squadra guidata da Scott di trentatr giorni. Quando Scott scopr che al Polo era
stata piantata una bandiera norvegese, scrisse nel suo diario: Gran Dio! Questo  un luogo terribile.
Scott e la sua squadra raggiunsero il Polo Sud il
18 gennaio 1912, scoprendo la tenda di Amundsen e la bandiera norvegese.
Lungo il viaggio di ritorno, lui e i suoi quattro uomini, fra i quali Edward Wilson, esaurirono le
scorte di viveri. Moriremo da gentiluomini scarabocchi Scott nel suo diario, prima che tutti
morissero.
Dopo la conquista di entrambi i Poli, Shackleton, ormai prossimo alla quarantina, rivolse la sua
infaticabile attenzione a quello che considerava l'unico trofeo rimasto: la traversata dell'Antartide. Da
un punto di vista sentimentale,  l'ultimo grande viaggio polare che possa essere fatto scrisse in una
proposta, sottolineando che sarebbe stato il viaggio pi straordinario mai compiuto.
Le spedizioni polari, segnate da deprivazione e claustrofobia, costituiscono un laboratorio per
testare le dinamiche umane. La storia delle spedizioni  ricca di liti, tradimenti, calunnie e, in alcuni
casi, ammutinamenti e omicidi. Shackleton, che durante la spedizione di Scott aveva assistito alle
tensioni corrosive fra i partecipanti, cercava candidati con qualit che riteneva essenziali per le
spedizioni ai Poli: Primo, ottimismo; secondo, pazienza; terzo, resistenza fisica; quarto, idealismo;
quinto e ultimo, coraggio. Una persona che, secondo Shackleton, soddisfaceva perfettamente tali
criteri era Frank Worsley. Il quarantaduenne marinaio neozelandese, dal torace ampio e la mascella
squadrata, era fra i ventotto uomini selezionati per la spedizione. Shackleton lo nomin capitano della
nave. Ero legato al mio destino scrisse Worsley.
Il 26 ottobre 1914 la nave  una goletta di legno da 42 metri ribattezzata Endurance, dal motto
della famiglia di Shackleton  salp dall'Argentina con i membri della spedizione e tre scialuppe. Dieci
giorni dopo, la spedizione fece tappa nella Georgia del Sud, un arcipelago coperto dai ghiacci circa
1100 miglia a est di Capo Horn, in Cile, che l'esploratore chiam l'ingresso per l'Antartide. Le isole,
completamente deserte a eccezione di alcune stazioni baleniere, erano l'ultimo contatto della
spedizione con la civilt.
Da una cima della Georgia del Sud, Frank
Worsley e un membro della spedizione osservano sotto di loro l'Endurance.
Il 5 dicembre la spedizione salp verso il mare di Weddell, il braccio pi meridionale
dell'oceano Atlantico, e fece rotta per l'Antartide. Come scrisse in dettaglio Alfred Lansing nella sua
monumentale ricostruzione pubblicata nel 1959, dal titolo Endurance, Shackleton aveva pianificato di
attraversare queste acque, invase dalla banchisa e dagli iceberg, e di stabilire un campo base sulla costa.
Poi, dopo aver atteso il termine dell'inverno, con sei uomini avrebbe attraversato a piedi il continente
fino al traguardo del mare di Ross, una baia che si spinge nell'oceano Pacifico, a sud della Nuova
Zelanda.
L'equipaggio di Shackleton tenta di aprirsi un varco fra i pericoli della banchisa.
Il 18 gennaio 1915, a un centinaio di miglia dal campo base, l'Endurance si ritrov circondata
dai ghiacci: intrappolata, come disse un membro della spedizione, come una mandorla in una tavoletta
di cioccolata. Il banco di ghiaccio andava alla deriva, portando con s l'Endurance, e per la fine di
febbraio, con l'inizio della stagione invernale, Shackleton si rese conto che il suo equipaggio sarebbe
rimasto imprigionato sulla nave fino al disgelo di novembre.
Lo scafo di legno della nave gemeva nella morsa
del ghiaccio.
Mentre fluttuavano attraverso l'oscurit, Shackleton si impegnava affinch il gruppo si
mantenesse unito. I suoi metodi erano considerati poco ortodossi e persino radicali, almeno agli occhi
di coloro che erano abituati alle consuetudini della marina britannica. Shackleton ignorava le
opprimenti gerarchie di classe e grado, ed esigeva che ciascun uomo ricevesse le medesime razioni e
seguisse le stesse abitudini. E sebbene capitasse che Shackleton desse in escandescenze e non lasciasse
alcun dubbio su chi fosse al comando  tutti lo chiamavano il capo  partecipava ai compiti pi umili
e si mescolava volentieri con i suoi uomini. Un ex ufficiale di marina che partecip alla spedizione,
scrivendo nel suo diario, espresse il suo stupore per il fatto che Shackleton si concedesse un'eccessiva
confidenza e non rimproveri chi gli si rivolga senza mostrare rispetto. Del capo aggiungeva: 
l'esatto contrario del capitano Scott.
Per alleviare la noia e l'angoscia, Shackleton si sforzava di favorire un'atmosfera gioviale. I
membri dell'equipaggio giocavano regolarmente a poker, e ogni domenica un grammofono diffondeva
musica fra le cuccette. Una volta al mese, gli uomini si riunivano nella sala da pranzo  il Ritz, come
veniva chiamata  per guardare le immagini che Frank Hurley, un fotografo che stava documentando la
spedizione, aveva scattato in giro per il mondo. La presentazione pi apprezzata riguardava l'isola di
Giava, con immagini di palme e giovani donne dell'isola tropicale. Frank Worsley scrisse che
Shackleton si rendeva conto di quanto profondamente un uomo, o un piccolo gruppo di uomini,
potesse influenzare la psicologia degli altri, aggiungendo che il comandante insisteva sull'allegria e
l'ottimismo.
Mentre gli uomini intrappolati nel ghiaccio
affrontavano il buio dell'inverno, Shackleton quasi insisteva che restassero allegri.
Ma Shackleton non aveva alcun potere sui ghiacci, e il 27 ottobre le tavole di legno dello scafo
cominciarono a spezzarsi a causa della pressione. L'acqua irruppe dalle fessure, allagando le cabine.
Mentre gli uomini cercavano di drenare l'acqua di sentina, la poppa della nave si sollev verso il cielo,
come se stesse pregando. Frank Wild, il vicecapo della spedizione, url:  finita, ragazzi!4
Subito vennero calate sul ghiaccio circostante le tre scialuppe di salvataggio e le provviste, e
l'Endurance venne abbandonata. L'equipaggio si ritrov disperso su un banco di ghiaccio oltre mille
miglia a sud-ovest della Georgia del Sud, senza alcun mezzo per chiedere aiuto. Nel suo diario,
Shackleton scrisse: Prego Dio di farcela a riportare l'intera squadra in salvo.5
I canali erano invasi dal ghiaccio e non permettevano alle scialuppe di navigare, cos gli uomini
procedevano a piedi, trainando non solo le slitte con le provviste ma anche le scialuppe, di cui
avrebbero avuto bisogno quando il ghiaccio si sarebbe aperto. Ogni imbarcazione  la pi grande delle
quali era lunga sette metri e larga due  pesava almeno una tonnellata, e Shackleton ordin ai suoi
uomini di abbandonare tutto ci che non era essenziale. Uno degli oggetti pi cari al comandante era
una Bibbia che gli aveva donato la regina Alessandra, moglie di Edoardo VII, su cui lei stessa aveva
scritto: Che il Signore vi aiuti a compiere il vostro dovere e a guidarvi attraverso ogni pericolo.
Shackleton lasci la Bibbia sul ghiaccio, insieme a diverse sterline d'oro.
Dopo la perdita dell'Endurance, l'equipaggio di
Shackleton cerc di trainare le scialuppe sul ghiaccio.
Gli altri uomini cominciarono a esaminare le proprie cose. Purtroppo, per, era pressoch
impossibile trainare le barche, e due giorni dopo Shackleton sospese la marcia. Per mesi rimasero
intrappolati nelle tende sull'isolotto di ghiaccio, che ribattezzarono Patience Camp, campo pazienza.
Frank Worsley si domandava perch ci si raffigurasse sempre l'Inferno come un posto caldo, e non
come un luogo freddo come il ghiaccio che probabilmente sarebbe diventato la nostra tomba.
Per scongiurare il malcontento, Shackleton accolse tre degli uomini pi difficili nella sua tenda.
Malgrado ci, alla fine di dicembre il carpentiere della nave, che si trovava in un'altra tenda, diede
inizio alla rivolta, sostenendo che, con la perdita dell'Endurance, l'equipaggio non era pi tenuto a
obbedire al suo comandante. Shackleton convoc gli altri membri della spedizione, i quali gli
dimostrarono la loro fedelt. Dopo che al carpentiere fu lasciata la possibilit di contemplare la
prospettiva della sua sopravvivenza in solitudine, l'ammutinamento ebbe fine.
Il 9 aprile 1916 la banchisa cominci a spezzarsi, e Shackleton diede l'ordine tanto atteso:
Mettete in acqua le barche. Dopo quasi una settimana, il gruppo raggiunse l'isola Elephant, uno
scoglio brullo e desolato a 150 miglia dall'Antartide e 800 miglia a sud-ovest della Georgia del Sud.
Shackleton si rese conto che molti dei suoi uomini non sarebbero sopravvissuti a una navigazione pi
lunga  per uno di loro si rese necessaria l'amputazione di cinque dita dei piedi a causa dei
congelamenti  e annunci che avrebbe lasciato gran parte dei membri della spedizione sull'isola
Elephant, mentre lui avrebbe proseguito con cinque uomini, fra cui Worsley, su una delle scialuppe.
Lasciando ventidue uomini sull'isola Elephant,
Shackleton part con un piccolo gruppo per andare in cerca di aiuto.
In mezzo a un uragano e a onde enormi scintillanti di ghiaccio, il gruppo si spinse in mare
aperto. Gli uomini erano fradici e pativano il freddo, e Shackleton distribuiva loro il cibo con il
contagocce perch non perdessero i sensi. Il 10 maggio, quasi un anno e mezzo dopo la partenza dalla
Georgia del Sud, si ritrovarono sulle coste dell'isola. Sembravano i sopravvissuti a un'apocalisse. Poi
Shackleton, con Worsley e un altro membro dell'equipaggio, prosegu a piedi verso nord per ventisei
miglia, risalendo ghiacciai non segnati sulle mappe, per raggiungere una stazione baleniera sulla costa
opposta dell'isola, dove avrebbe potuto chiedere aiuto. Lungo il tragitto, disse Shackleton, avvert una
presenza divina  un quarto uomo  che li guidava.
Quando entr barcollando nella stazione baleniera, trentasei ore dopo, Shackleton si preoccup
subito di inviare i soccorsi ai ventidue uomini bloccati sull'isola Elephant. Ma dovette attendere il 20
agosto per ottenere dal governo cileno una nave a vapore abbastanza grande per farsi strada nel
ghiaccio. Mentre si avvicinava all'isola con Worsley, scrutava con il binocolo per vedere se ci fosse
qualcuno ancora vivo. Sono solo due mormor. No, quattro. Dopo una pausa disse: Ne vedo,
sei... otto. Poi esclam: Ci sono tutti! Tutti quanti! In seguito Worsley avrebbe espresso la sua
meraviglia per il genio di Shackleton come comandante, che ci permise di uscire vincitori quando
tutti i pronostici erano contro di noi. Shackleton avrebbe poi scritto che lui e i suoi uomini, nel corso
del viaggio, avevano penetrato la superficie esteriore delle cose e raggiunto l'anima stessa
dell'uomo.6
Gli uomini bloccati sull'isola Elephant salutano il
ritorno di Shackleton con una nave di soccorso.
Ma Shackleton aveva fallito nella sua missione di diventare il primo uomo ad attraversare il
continente. Nel 1922, all'et di quarantasette anni, mor per un attacco di cuore. Presto la sua fama
declin, mentre la cupa marcia verso la morte del suo rivale, Scott, attirava l'immaginazione del
pubblico. Come faceva notare lo storico Max Jones nel suo libro del 2003, The Last Great Quest, gli
eroi sono un riflesso della societ che li venera. In un'epoca in cui l'impero britannico stava
conoscendo il proprio declino, e il mondo stava affrontando il massacro della Prima guerra mondiale,
Scott veniva visto come un martire che aveva sacrificato se stesso per la sua patria. Alla fine del
ventesimo secolo, tuttavia, l'era delle esplorazioni polari veniva considerata sempre di pi attraverso
una prospettiva strategica, e Scott venne criticato per la sua natura dispotica e incostante, e per i suoi
metodi inflessibili. In un saggio del 1999, lo scrittore di viaggi Paul Theroux fotografava quest'ottica
revisionista: Scott era insicuro, oscuro, terrorizzato, privo di senso dell'umorismo, un enigma per i
suoi uomini, impreparato, oltre che un incapace.
In un'epoca ossessionata dal tema della leadership  in campo aziendale, militare,
amministrativo e, pi di tutto, personale  Shackleton veniva ammirato per il modo in cui aveva
reclutato e gestito i suoi uomini, guidandoli con grande autocontrollo alla salvezza. La sua condotta
venne studiata da imprenditori, dirigenti, astronauti, scienziati, esperti di strategia politica e militari. Ne
nacque un intero sottogenere di libri di auto-aiuto che si concentrava sull'analisi dei metodi
dell'esploratore, con titoli come Leading at the Edge: Leadership Lessons from the Extraordinary Saga
of Shackleton's Antarctic Expedition. Un altro esempio, Shackleton: Leadership Lessons from
Antarctica, includeva capitoli come Be My Tent Mate: Keep Dissidents Close, Camaraderie at 20
Below Zero: Creating an Optimal Work Environment e Sailing Uncharted Waters: Adapt and
Innovate.
Riducendo la vita di un uomo a un manuale d'istruzioni, spesso questi libri sorvolavano su
alcuni punti deboli di Shackleton: l'ingenua ambizione di certe sue imprese e gli errori tattici. Tutti
questi testi professavano la stessa verit: By Endurance We Conquer, Resistendo vinceremo.
D'altro canto, neppure un cinico potrebbe negare il talento di Shackleton come comandante. Come
disse un esploratore polare, per la leadership scientifica, datemi Scott; per viaggiare in modo rapido ed
efficiente, datemi Amundsen; ma quando ti trovi in una situazione senza speranza, quando sembra che
non ci sia nessuna via d'uscita, mettiti in ginocchio e prega per avere Shackleton.
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Capitolo 4.
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Un carattere di ferro.
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Alle sue prime esperienze di comando sul campo di battaglia, Henry Worsley cerc di emulare
Shackleton. Rinunciando ai privilegi di grado, Worsley stringeva amicizia con i membri della sua unit
e ne condivideva i compiti. Quando i suoi soldati si rasavano la testa, anche lui si tagliava i capelli,
sebbene il suo aspetto, come gli fece notare un superiore, certo non era quello di un ufficiale.
Worsley ricorreva alla pazienza e all'ottimismo, e tentava di dimostrare ai suoi uomini, come disse lui
stesso, che la loro salute, e le loro vite, contavano pi di tutto. Nick Carter, oggi Capo di Stato
Maggiore dell'esercito britannico,7 disse che Worsley aveva un atteggiamento molto premuroso ed
empatico con i suoi soldati  o, come ci piace chiamarli, i suoi fucilieri'. Carter aggiungeva:
[Worsley] era una di quelle figure che gli altri seguivano perch era un leader carismatico. Alle
persone piaceva essere come lui.
Henry Worsley durante una visita alle isole
Falkland.
Sebbene dimostrasse sempre un temperamento riservato, Worsley aveva i suoi momenti
stravaganti. Quando non era in divisa, gli piaceva indossare una cintura o una camicia dai colori
sgargianti. Come animali da compagnia aveva dei furetti; guidava una Harley-Davidson, spesso
tenendo un sigaro fra i denti. Come Shackleton, che considerava la poesia una medicina vitale per la
mente, sapeva citare versi di scrittori come Robert Browning e Rudyard Kipling. Quando era di stanza
all'estero  il suo primo incarico, nel 1980, fu a Cipro  dipingeva i nuovi paesaggi, e quando per la
prima volta si trov di fronte alla violenza, in Irlanda del Nord, si dedic al cucito per calmare i nervi.
Non era raro vederlo nei suoi alloggiamenti mentre ricamava una coperta o un cuscino, prima di
imbracciare il fucile e uscire per le strade. Di ritorno a Londra, insegn merletto ai detenuti di una
prigione come volontario.
Nel 1988 Worsley, che nel frattempo era stato promosso al grado di capitano, decise di entrare
nello Special Air Service, i cui membri, in uniforme nera, vantavano una mistica di forza fisica e
audacia ineguagliabili. Proprio come esistevano manuali di auto-aiuto ispirati ai metodi di Shackleton,
ce n'erano altrettanti su come padroneggiare le tecniche di resistenza e di leadership dello Special
Air Service, fra cui come favorire l'intelligenza di squadra e l'istinto di sopravvivenza. Worsley si
iscrisse alla selezione dello Special Air Service, cos dura dal punto di vista fisico che in passato alcuni
candidati erano morti nel tentativo di superarla. Nel 2013 due uomini crollarono per un colpo di calore
durante una lunga marcia; un terzo venne portato d'urgenza in ospedale, dove sarebbe deceduto per una
grave sindrome da insufficienza multiorgano. (Secondo la leggenda, quando due candidati persero la
vita nel 1981 durante le prove di selezione, l'istruttore pare avesse dichiarato: La morte  il modo in
cui la Natura ti dice che hai fallito.)
Il corso durava sei mesi, e nelle prime fasi Worsley dovette completare una serie di marce
forzate, note come marce della morte, sui Brecon Beacons, una catena montuosa nel Galles
meridionale. Worsley cammin per giorni in tenuta da combattimento, consumando solo acqua e poco
pi e portando uno zaino pesantissimo. Vide altri candidati crollare e rinunciare; spesso, prima dei loro
corpi, era la loro mente a cedere. Le marce culminavano in quella che era nota come the Endurance,
un percorso di oltre sessanta chilometri su un picco di quasi mille metri di altitudine, che doveva essere
concluso in meno di ventiquattr'ore, portando uno zaino di sessanta chili.
Dopo aver completato la prima parte del corso, Worsley venne trasferito nel Brunei. A bordo di
un elicottero venne portato in una giungla popolata da orangutan, leopardi nebulosi e serpenti velenosi.
Qui dovette sopravvivere per una settimana, sfuggendo a un gruppo di soldati impegnati a dargli la
caccia. I responsabili del corso lo osservavano per capire di che pasta fosse fatto. In seguito venne
sottoposto a un interrogatorio con l'unico scopo di farlo crollare. Ti fanno a pezzi disse un candidato
a un giornalista, sottolineando che qualunque debolezza veniva sfruttata: Se hai una fobia per i ragni,
li useranno contro di te. Ogni anno, solo il quindici percento circa dei candidati passava la selezione.
Worsley era fra questi. Un ufficiale dello Special Air Service vicino a Worsley disse che il suo lato
gentile e artistico poteva nascondere un carattere di ferro. Worsley avrebbe partecipato a due mandati
con i corpi speciali, un riconoscimento molto raro per un giovane ufficiale.
Una sera del 1989, a una festa londinese, Worsley conobbe Joanna Stainton. Sebbene si tenesse
quasi sempre defilata durante le occasioni sociali, Joanna, un donna alta ed elegante con i capelli
castani ramati, sapeva muoversi con disinvoltura. Per un periodo aveva lavorato a Los Angeles come
produttrice di video musicali per MTV. Malgrado le piacesse viaggiare, odiava il campeggio e il
freddo, e in particolare detestava i furetti. Eppure, lei e Worsley cominciarono a frequentarsi. Gli
opposti si attraggono, diciamo cos disse. Cristo, sono proprio una ragazza di citt.
Tuttavia Joanna amava il modo in cui Worsley sembrava provenire da un'epoca passata  un
uomo fuori dal suo tempo, come lo descrisse un suo parente  fermamente fedele a ideali di coraggio
e sacrificio. Joanna apprezzava i suoi eccentrici passatempi, il modo in cui le recitava poesie e la
stringeva in un abbraccio che pareva impossibile spezzare. Di Joanna, Henry adorava la sicurezza e la
capacit di parlare con chiunque, che si trovasse a una mostra di beneficenza o in un rifugio per
senzatetto, dove spesso faceva volontariato. Inoltre amava il modo in cui lei sapeva guardare oltre lo
stoicismo di Henry, mettendone a nudo l'identit pi nascosta e incoraggiandolo a uscire e a realizzare
i tuoi sogni. Grazie alla sua libert di spirito, Joanna era la presenza pi solida nella vita di Henry. Lui
la chiamava la sua roccia.
Henry ammirava la sicurezza di s
di Joanna, e il suo incoraggiamento a uscire e realizzare i tuoi sogni.
Si sposarono nel 1993. Max nacque l'anno successivo, Alicia nel 1996. Nick Carter disse:
Worsley desiderava l'avventura, ma gli piaceva anche stare a casa con la sua famiglia, per insegnare
ai figli a sparare o ad andare a caccia con il furetto, o a spaccare la legna per l'inverno o tagliare
l'erba. A causa dei suoi incarichi militari, per, Worsley era spesso lontano dalla famiglia, proprio
come accadeva con suo padre. Nel 2001 era di servizio in Bosnia quando per le strade scoppiarono dei
disordini. Un civile venne picchiato a morte, e la folla cominci a inseguire Worsley. Come ha
raccontato nel suo libro, cerc rifugio in una caffetteria, ma i suoi aggressori lo raggiunsero, lanciando
pietre e sfondando le vetrine. Come ne sarebbe uscito Shackleton? si domand. Sapeva che, se fosse
rimasto nella caffetteria, la situazione sarebbe potuta solo peggiorare: Dovevo prendere una decisione
e muovermi, come aveva fatto Shackleton. Individu un luogo a una certa distanza dove avrebbe
potuto trovare riparo, quindi tent la fuga, lanciandosi fra la folla e radunando il suo reggimento. Poi
riport i rivoltosi alla calma schierando i suoi soldati intorno all'area e convincendo i capi a fare un
passo indietro, servendosi di quello che Carter avrebbe poi descritto come un utilizzo molto sottile di
coercizione e negoziazione. Nel 2002 la regina confer a Worsley la Commendation for Valuable
Service, come riconoscimento per il coraggio e l'abilit dimostrati nell'esercizio delle sue funzioni.
Molti ufficiali e soldati ammiravano Worsley come lui ammirava Shackleton. Carter lo
descrisse a un giornalista come uno degli uomini pi sottovalutati ma pi coraggiosi che io conosca,
mentre un soldato che aveva servito al comando di Worsley lo defin un leader estremamente capace.
Ma ben presto la sua carriera militare giunse a un punto di stallo. Come ricorda Joanna, Henry amava
la vita militare vera e propria, ma una volta che sei giunto al comando del tuo reggimento, intorno ai
quarant'anni, da quel momento tutti gli incarichi diventano sempre pi di carattere politico, e Henry
odiava stare dietro una scrivania. Un ex ufficiale disse che Worsley si rifiutava di sgomitare per fare
carriera, aggiungendo: Non era il suo stile. Worsley, che nel 2000 era stato promosso al grado di
tenente colonnello, vedeva i suoi amici pi cari diventare brigadieri e generali.
La sua attrazione per Shackleton, nel frattempo, si fece pi profonda. Worsley trascorreva ore
nei negozi di antiquariato e nelle case d'asta, alla ricerca di ci che chiamava Shackletonia: libri
autografati, fotografie, diari, corrispondenza e altri cimeli. Henry spese una fortuna per queste cose
ricorda Joanna. Nel corso di un'asta, Worsley rilanci senza tregua per una prima edizione di South, il
libro di Shackleton sulla spedizione dell'Endurance, in cui l'autore aveva scritto un messaggio
indirizzato ai genitori: Con affetto da Ernest, Natale 1919. Ogni volta che Worsley faceva un'offerta,
un altro concorrente anonimo, in collegamento telefonico, rilanciava con una cifra superiore,
aggiudicandosi infine l'oggetto per settemila dollari. Settimane dopo, nel decimo anniversario delle
nozze, Joanna gli consegn un regalo: il libro autografato da Shackleton. Entrambi erano ignari del
fatto che l'altro fosse il concorrente. Henry considerava quel dono come l'oggetto pi prezioso in suo
possesso.
Nel novembre del 2003 Worsley si rec in pellegrinaggio in un luogo che sognava di visitare fin
da ragazzo: la Georgia del Sud. Non solo Shackleton e Frank Worsley vi avevano trovato rifugio dopo
l'affondamento dell'Endurance, ma i due uomini vi erano tornati nel 1922, in vista di una nuova
spedizione antartica. Nel giorno del suo arrivo Shackleton era stato colpito dall'attacco cardiaco che
l'avrebbe ucciso. (La sua immobilit mi risultava spaventosa, perch l'immobilit era l'unica cosa che
trovavo impossibile associare a lui scrisse Frank Worsley.) Dopo che Frank Worsley e altri membri
della spedizione ebbero seppellito Shackleton, in un cimitero sull'isola, trovarono delle pietre ed
eressero un ometto per segnalare la tomba. Una tormenta di neve si abbatt su di noi, un fantasma, mi
parve, dell'uragano che lui e io avevamo attraversato avvicinandoci alla Georgia del Sud dopo il
viaggio in barca dall'isola Elephant, ricord Frank Worsley a proposito della costruzione di questa
lapide improvvisata.
Pi di ottant'anni dopo, Henry Worsley, zaino in spalla e sacco a pelo, forz il cancello del
cimitero ed entr. Era il crepuscolo, e riusc appena a distinguere l'ometto e la pietra tombale di
granito, su cui era stato inciso un verso di Robert Browning: Sostengo che un uomo dovrebbe fare il
possibile per ottenere il premio di tutta una vita. Worsley distese il sacco a pelo sul terreno e vi si
infil dentro, proprio di fronte al blocco di granito. Allungandomi per toccarlo riflettei per un istante a
quanto quel momento fosse significativo per la mia vita scrisse in seguito, aggiungendo: Stavo per
trascorrere la notte [...] accanto alla tomba dell'uomo che era il mio eroe fin da quando ero bambino.
Nel 2003, Worsley visit la tomba di Shackleton
nella Georgia del Sud.
Qualche tempo dopo Worsley trov un sonetto dell'esploratore neozelandese Hugh de Lautour
che riecheggiava cos profondamente i suoi sentimenti da annotarselo e recitarlo in numerose
occasioni:
Riposa, Sir Ernest, riposa sotto le tue stelle;
ogni sforzo hai fatto, e vinto il premio di una vita:
non mete geografiche, ma ben di pi
hai ottenuto, le vette del comando.
Riposa, Sir Ernest, riposa. Dio solo sa
che nessuno lo merita di pi: la lunga notte antartica
ora amica, non pi ostile, la bianca battaglia con il Sud ormai vinta,
e l'equipaggio riportato alla luce dalla oscura porta della morte.
Come la tua resistenza ha sconfitto
la quotidiana battaglia per la sopravvivenza
ben oltre il punto in cui la morte non provoca pi vergogna?
Affamato e mezzo gelato, come sei sopravvissuto,
e in che modo nessuno fu perduto sotto le tue cure?
Dio solo lo sa. Dio lo sa bene. Perch Lui era l.
Dopo il viaggio in Georgia del Sud, Worsley cominci a desiderare sempre di pi di
intraprendere la sua impresa polare, per ottenere il premio di tutta una vita, ma dubitava che ci
sarebbe mai riuscito. Temevo l'ignoto disse, la pianificazione, l'allenamento, la ricerca dei
finanziamenti e, non ultimo, il rischio di un fallimento.
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Capitolo 5.
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Piano d'attacco.
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Nel marzo del 2004, Worsley venne contattato da Alexandra Shackleton, nipote
dell'esploratore. Worsley l'aveva conosciuta diversi anni prima a Londra, da Christie's, quando si era
aggiudicato una fotografia autografata del nonno di Alexandra. Worsley l'avrebbe poi incontrata
periodicamente in occasione delle sue conferenze sulle esplorazioni polari, e le aveva parlato del suo
desiderio di organizzare una spedizione.
Alexandra disse a Worsley della sua intenzione di presentargli un altro discendente di
Shackleton, Will Gow, pronipote dell'esploratore. Proprio come lei, Will  un grande ammiratore di
mio nonno e da qualche anno sta pensando a una spedizione spieg la donna.
In un pub nel sud di Londra Worsley incontr Gow, banchiere trentatreenne con un viso paffuto
e due occhi azzurri che si spalancavano per l'entusiasmo. Gow spieg infervorato che mancavano
pochi anni al centesimo anniversario della spedizione Nimrod, e che in quell'occasione avrebbe voluto
ripetere il viaggio. Worsley venne informato dei dettagli di quell'impresa fallimentare. Il 29 ottobre
1908 Shackleton era partito per il Polo Sud in compagnia di tre uomini, fra cui il meteorologo Jameson
Boyd Adams, il suo comandante in seconda. A 97 miglia nautiche dal Polo, il 9 gennaio 1909,
Shackleton piant nel ghiaccio una bandiera britannica, prendendo possesso, per usare le sue stesse
parole, di questo altipiano in nome di Sua Maest Re Edoardo VII. Poi si trov di fronte a un
terribile dilemma: sapeva che avrebbe potuto raggiungere il Polo nel giro di qualche giorno,
conquistando cos il suo Sacro Graal, ma se avesse proseguito avrebbe esaurito le riserve di cibo di cui
il gruppo aveva bisogno per il viaggio di ritorno, mettendo a repentaglio la vita dei suoi uomini, ormai
allo stremo. Alla fine Shackleton prese quella che Worsley riteneva la decisione pi altruista e
stupefacente di tutta la storia dell'esplorazione polare: torn indietro.
Secondo le intenzioni di Gow, alla nuova spedizione avrebbero preso parte i discendenti di
coloro che avevano accompagnato Shackleton. Avrebbero cercato di raggiungere il punto toccato da
Shackleton il 9 gennaio 1909, esattamente cent'anni dopo, per poi spingersi fino al Polo Sud,
chiudendo, nelle parole di Gow, una faccenda familiare ancora irrisolta.
Worsley ascolt pieno di entusiasmo. Era l'occasione della sua vita. Era fiducioso nel fatto che
l'esercito gli avrebbe concesso una licenza per la spedizione. Cos, come due cospiratori, Worsley e
Gow cominciarono a pianificare l'impresa. Dovevano trovare un altro partecipante e raccogliere
400.000 dollari per coprire i costi dell'equipaggiamento e del viaggio. Inoltre dovevano allenarsi:
malgrado avessero nel sangue le esplorazioni polari, non avevano alcuna esperienza concreta al
riguardo.
Intrapresero cos un durissimo regime di esercizi. Tramite un'imbragatura, si legarono alla vita
uno pneumatico da trattore e lo trascinarono avanti e indietro per un campo. Nel 2005 si iscrissero alla
Montane Yukon Arctic Ultra, nei gelidi territori del Canada nordoccidentale, una delle gare di
resistenza pi dure in assoluto. Le temperature potevano crollare fino a quarantacinque gradi sotto zero;
alcuni partecipanti dovettero subire l'amputazione delle dita di mani e piedi a causa dei congelamenti.
Il periodico Newsweek osserv che la competizione  utilizzata dagli scienziati per studiare l'impatto di
condizioni climatiche estreme sull'organismo umano  suonava come la premessa di un romanzo di
Jack London.
La gara contemplava diverse categorie. Quella di Worsley e Gow prevedeva un percorso a piedi
di 450 chilometri  un terzo della distanza prevista nel loro viaggio al Polo Sud  trasportando tutte le
provviste a bordo di slitte. I concorrenti avevano otto giorni per completare il tracciato. Oltre ad
affrontare le prove fisiche, volevo verificare la mia forza mentale scrisse Worsley, aggiungendo: Il
minimo segno di cedimento in questa breve competizione significher un disastro per la sfida futura e,
se mi arrendessi [...] dovrei seriamente riconsiderare il mio ruolo nella spedizione.
Will Gow e Worsley impegnati negli allenamenti
per la spedizione al Polo Sud.
Armati di razzi di segnalazione e avvolti in strati di indumenti, trainarono le slitte fra le fitte
foreste di pini, sulle montagne e attraverso fiumi gelati. A un certo punto il ghiaccio si ruppe e Gow
mise un piede in acqua. Era stato detto loro che, se si fossero bagnati, avevano al massimo cinque
minuti per evitare l'ipotermia. Gow accese subito un fuoco, asciug il piede e si cambi i vestiti. I due
ripresero la marcia. Sopra di loro, l'aurora boreale disegnava inquietanti bagliori verdastri.
Dopo alcuni giorni di cammino, Worsley e Gow cominciarono a soffrire di insonnia e
deprivazione sensoriale, oltre a essere storditi per la fame. Ben presto arrivarono anche le allucinazioni.
Per andare avanti, Worsley ricorse a misure drastiche, immaginando che sulla slitta stesse portando
la sorella malata e che dovesse portarla dal medico per salvarle la vita. Lui e Gow crollarono sulla linea
del traguardo, con un anticipo di alcune ore sul tempo limite. Quello fu il primo test vero e proprio
ricorda Gow.
Nel 2006, due anni prima della spedizione, Worsley venne inviato nella provincia di Helmand,
in Afghanistan, per prestare occhi e orecchie, come disse lui stesso, prima che le forze britanniche
venissero schierate nella regione. Port con s la sua copia tutta sottolineata di Alla conquista del Polo
Sud, il resoconto di Shackleton della spedizione Nimrod, oltre a: pennelli e colori; un kit da cucito; un
sacco con mazze e palle da cricket, per giocare con i locali. Per mesi viaggi attraverso la provincia di
Helmand, parlando con capitrib e mullah. In un articolo successivo Worsley scrisse: Sopravvivere in
Afghanistan aveva a che fare con l'empatia con quelle genti e la loro cultura quanto con il numero di
truppe e la potenza di fuoco.
Dopo aver raccolto informazioni, Worsley avvert i suoi superiori che l'arrivo delle forze
britanniche rischiava di creare grossi problemi, mettendo in agitazione la popolazione e provocando
violente repressioni da parte dei talebani. Le sue parole si sarebbero rivelate profetiche. Henry intu
correttamente i problemi che sarebbero sorti avrebbe poi dichiarato a un giornalista Tom Tugendhat,
membro del parlamento inglese. All'epoca, invece, l'allarme lanciato da Worsley irrit molti leader
militari e politici che preferivano minimizzare i pericoli agli occhi del pubblico; inoltre, se Worsley
nutriva ancora qualche speranza di un avanzamento nella carriera militare, la sua sincerit vi aveva
messo fine. Ma per lui questo non era pi un problema. In un quaderno di appunti trascrisse il consiglio
che Shackleton diede dopo l'affondamento dell'Endurance: Un uomo deve puntare a un nuovo
obiettivo appena il precedente svanisce. Se Worsley avesse ricevuto una promozione non avrebbe
avuto il tempo di prepararsi per la spedizione imminente e diventare l'esploratore che aveva sempre
voluto essere. All'improvviso si rese conto che avrebbe potuto realizzare alcuni dei suoi sogni
ricorda Joanna.
Mentre Worsley si trovava in Afghanistan, Gow trov un terzo partecipante: Henry Adams, un
avvocato trentaduenne esperto di diritto marittimo. Adams sembrava un po' troppo gracile e
allampanato per essere un esploratore, ma aveva una personalit geniale, ed era profondamente
coinvolto. Inoltre, era il bisnipote di Jameson Boyd Adams, comandante in seconda della spedizione Nimrod.
Jameson Boyd Adams, bisnonno di Henry Adams.
In aprile Worsley e i suoi due compagni si diressero sull'isola di Baffin, in Canada, 1500
chilometri a ovest della Groenlandia. Per alcune settimane si allenarono con Matty McNair,
esploratrice americana di cinquantaquattro anni che nel 1997 aveva condotto la prima spedizione al
Polo Nord tutta al femminile. I tre uomini non erano mai stati esposti cos a lungo alle condizioni
polari, e commisero alcuni errori imbarazzanti. Si dimenticarono di spegnere un fornello portatile, e per
poco le tende non vennero divorate dalle fiamme.
Ernest Shackleton, prozio di Gow.
Frank Worsley, antenato di Henry Worsley.
Sugli sci procedevano troppo lentamente e non seguivano quasi mai una traiettoria rettilinea. Un
giorno, dopo aver deciso di non indossare gli occhialini protettivi, Worsley soffr di cecit da neve. Ma
lui e i suoi compagni impararono dai propri errori e capirono pi a fondo, come disse Adams, come vivere sul ghiaccio.
Il viaggio, a ogni modo, aveva messo a nudo un nervo scoperto: la squadra mancava di una
chiara leadership. Gow era evidentemente al comando, ma la spedizione soffriva di una grave
disorganizzazione, provocando tensione fra i partecipanti; in pi, era stata raccolta solo una parte dei
fondi necessari. Nella loro tenda sull'isola di Baffin, Worsley sollev la questione con Gow,
minacciando di abbandonare la spedizione se la situazione non fosse cambiata. Henry non era uno a
cui piaceva aggirare i problemi ricorda Adams. Dopo alcune riflessioni, Gow chiese a Worsley di
assumere il comando. Vista la sua preparazione militare, la cosa aveva senso ricorda Gow. Adams e
io eravamo due pivelli. Eravamo ben contenti di avere qualcuno di pi anziano e pi saggio a guidarci.
Gow, Worsley e Adams durante l'allenamento in Groenlandia.
Nei due anni che precedettero la partenza, Worsley fu totalmente assorbito dalla missione. La
sera tardi, dopo aver concluso il suo lavoro per l'esercito, scriveva lettere per organizzare incontri con
possibili finanziatori. Se riusciva a infilare un piede nella porta, di solito ne usciva con del denaro
ricorda Max, suo figlio. Si intuiva la passione, il fuoco dentro di lui. Le persone ne venivano catturate.
Come un generale durante la preparazione di un piano d'attacco, Worsley trascorreva ore
consultando attentamente le mappe per stabilire con precisione il tragitto della spedizione. Pi studiava
l'Antartide, pi questa appariva minacciosa. Il continente copre un'area di 14 milioni di chilometri
quadrati  pi dell'Europa  che raddoppia in inverno, quando le acque costiere ghiacciano. All'incirca
il 98 percento dell'Antartide  ricoperto da una calotta di ghiaccio, che sale e scende seguendo la
topografia del continente. La calotta antartica  che in alcuni punti raggiunge uno spessore di 4,5
chilometri  contiene circa il 70 percento dell'acqua dolce, e il 90 percento del ghiaccio, del pianeta.
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Tuttavia l'Antartide  classificata come un deserto, per la scarsit di precipitazioni.  il continente pi arido ed elevato, con un'altitudine media di 2280 metri.  anche il continente pi ventoso, con raffiche che possono raggiungere i 320 chilometri orari, e il pi freddo, con temperature che nell'entroterra superano i 60 gradi sotto zero. (Gli scienziati hanno scelto l'Antartide per testare le tute spaziali destinate alle missioni su Marte, dove la temperatura media sulla superficie  di 55 gradi sotto zero.) Accampati su un iceberg al largo della Groenlandia.
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Worsley, Gow e Adams decisero di iniziare il loro viaggio a sud della Nuova Zelanda, sull'isola di Ross. L'isola  collegata alla barriera di Ross, che si estende sul mare di Ross ed  la piattaforma glaciale pi grande del pianeta, con una superficie di 473.000 chilometri quadrati e uno spessore medio di oltre 300 metri. Poich in estate la barriera di Ross  pi facile da raggiungere di altre parti del continente, ed essendo relativamente pianeggiante, oltre a estendersi per quasi 600 miglia verso il cuore dell'Antartide, durante il periodo d'oro delle esplorazioni antartiche era il punto di partenza privilegiato per le spedizioni al Polo Sud.
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Shackleton, Scott e Amundsen diedero il via alle loro spedizioni proprio da qui. Come i loro predecessori, Worsley e la sua squadra avrebbero puntato a sud attraversando la barriera di Ross, lungo un percorso di circa 400 miglia nautiche, spingendosi fino ai monti Transantartici, che tagliano il continente da nord a sud e si estendono fino al mare di Weddell. Per raggiungere il Plateau Antartico  un desolato altipiano che fa parte della piattaforma glaciale continentale, e dove si trova il Polo Sud  il gruppo avrebbe dovuto attraversare queste montagne, con un'altitudine che sfiora i 4500 metri. Durante la spedizione Nimrod, Shackleton scopr una delle poche vie percorribili: una valle coperta dai ghiacciai, larga 25 miglia e lunga 125, che corre attraverso la catena come una strada rialzata di ghiaccio. Si apr ai nostri occhi la vista di una larga strada verso il sud scrisse Shackleton. 8.
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Il ghiacciaio  che Shackleton chiam Beardmore, in onore di William Beardmore, industriale
scozzese e finanziatore della spedizione  non  comunque privo di pericoli.  spesso circa 240 metri, e
la superficie  costellata di crepacci. L'ultimo pony della Manciuria di Shackleton era scomparso in
uno di questi. Quando Scott attravers il ghiacciaio durante la sua ultima spedizione, uno dei suoi
uomini sub un fatale trauma cranico dopo essere caduto in un crepaccio. Solo una dozzina di persone 
quante quelle che hanno camminato sulla Luna  hanno percorso a piedi il ghiacciaio per tutta la sua
lunghezza. Worsley ne parlava come della sua nemesi.
Il ghiacciaio Beardmore, che Worsley considerava la sua nemesi.
Se lui e i suoi compagni fossero sopravvissuti alla traversata, sarebbero riemersi sul Plateau
Antartico, dove avrebbero salito i 3100 metri del Titan Dome per raggiungere il punto estremo toccato
da Shackleton: 88 23' S, 162 E. Infine, la squadra di Worsley avrebbe percorso le restanti 97 miglia
nautiche fino al Polo, a un'altitudine di 2835 metri.
Ogni ora libera era dedicata al progetto e maledetto Shackleton' divenne un'espressione
molto utilizzata dai miei figli scrisse Worsley. Nell'ottobre del 2008 lui e i suoi colleghi erano pronti
per dare il via a quella che era stata ufficialmente denominata Matrix Shackleton Centenary
Expedition. Prima della partenza, Worsley e la sua famiglia si ritrovarono per festeggiare in anticipo il
Natale. Anche se da anni Henry parlava a Joanna delle meraviglie dell'Antartide, agli occhi della
moglie continuava a essere il luogo pi spaventoso del mondo. Eppure era convinta che, per usare
un'espressione di Thomas Pynchon, ognuno ha il suo Antartide,9 un luogo in cui andare alla ricerca
delle risposte su noi stessi. Nel caso del marito di Joanna, quel luogo era proprio l'Antartide. Cos diede
la sua benedizione all'avventura, anche se avrebbe potuto portarle via l'uomo che amava.
Per i figli di Worsley fu pi difficile comprendere la sua decisione. Alicia, che aveva dodici
anni, considerava la slitta del padre pi che altro come un oggetto con cui giocare. Quando ci fu lo
scambio dei regali, Max, che aveva quattordici anni, sembrava agitato. Questa volta era diverso rispetto
a quando il padre partiva per una missione militare: in quelle occasioni non era una decisione di
Worsley. Questa volta si trattava di una risposta a un misterioso richiamo interiore. Max aveva scritto
una poesia sull'Antartide, un luogo che ora incombeva minaccioso nella sua immaginazione, e scrisse
un breve testo sulla spedizione del padre. Ho sentito molte storie su Shackleton sin da quando sono
molto piccolo, e crescendo ho cominciato a capire e ammirare di pi Shackleton scrisse. Sono molto
felice che mio pap stia facendo quello che ha sempre voluto fare, ma sono anche preoccupato per lui.
Anche nel luogo pi desolato del pianeta c' il rischio di cadere da un ghiacciaio o in crepaccio.
Alicia e Max dipinsero dei messaggi sugli sci del padre. Uno di questi citava il motto della famiglia Shackleton: By Endurance We Conquer.
Joanna accompagn il marito in aeroporto, dove scoppi in lacrime. Henry le disse di non preoccuparsi, e cit le parole di Shackleton: Meglio un asino vivo che un leone morto.
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Capitolo 6.
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Se vi bagnate, siete morti.
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Il 30 ottobre 2008 Worsley, Gow e Adams giunsero a Punta Arenas, all'estremit meridionale
del Cile, e si recarono al magazzino della Antarctic Logistics & Expeditions (ALE). Durante l'estate,
fra i 30.000 e i 45.000 turisti visitano il continente, quasi tutti a bordo di piccole navi da crociera. La
squadra di Worsley si era affidata alla ALE per la fornitura di supporto logistico, che includeva il
trasporto aereo dei tre uomini fino al punto di partenza sull'isola di Ross.
Al magazzino Worsley e i suoi compagni si rifornirono di pasti liofilizzati per la spedizione. Si
trovarono ad affrontare il medesimo problema che aveva assillato generazioni di esploratori polari:
avrebbero potuto trasportare le scorte solo sulle slitte, una circostanza che li rendeva vulnerabili alla
fame. Shackleton, durante la spedizione Nimrod, scrisse mestamente: Chiunque vorrebbe tempo e
scorte senza limite. Allora potremmo penetrare i segreti di questo grande continente solitario.
Worsley stim che il viaggio avrebbe richiesto nove settimane. Per ciascun membro della
spedizione erano stati calcolati circa 140 chili di provviste, inclusa la slitta, cos l'equipaggiamento
venne ridotto all'essenziale. Worsley impacchett le proprie porzioni di cibo, che erano sigillate in
dieci sacchetti: uno per ogni settimana di viaggio, pi un altro in caso di emergenza. L'abbigliamento
includeva due paia di pantaloni, una maglia di lana, un piumino con cappuccio, guanti, uno scaldacollo,
un passamontagna, due calzamaglie e tre paia di calze. Era dotato di sci di fondo e bacchette; per
arrampicare port ramponi e corde. Essendo l'unico membro della squadra preparato per le procedure
di primo soccorso, trasportava il kit medico, che conteneva antibiotici, siringhe, stecche e morfina.
Riusc a fare posto al suo diario e a una copia di Alla conquista del Polo Sud. Infine ripose con cura
quello che considerava l'elemento pi vitale dell'intero equipaggiamento: un telefono satellitare con
batterie a energia solare, che avrebbe permesso ai tre uomini non solo di registrare dei brevi dispacci
audio, ma anche di mettersi in contatto ogni giorno con un operatore della ALE per riferire le loro
coordinate e le condizioni mediche. Se la squadra non fosse riuscita a mettersi in comunicazione per
due giorni consecutivi, la ALE avrebbe inviato un aereo di soccorso, per quella che Worsley chiamava
la corsa in taxi pi costosa del mondo.
Gli uomini si concessero il lusso di un iPod, oltre a un mazzo di carte e qualche ricordo.
Worsley port una busta piena di biglietti di amici e parenti, che Joanna gli aveva consegnato affinch
la aprisse nei momenti di sconforto. Nella tasca anteriore aveva riposto un altro oggetto prezioso: la
bussola d'ottone che Shackleton aveva usato durante la sua spedizione. Alexandra Shackleton aveva
chiesto a Worsley di portarla con s, nella speranza che, questa volta, avrebbe raggiunto il Polo Sud.
Per Worsley, avvicinarsi a Shackleton era un modo per avvicinarsi a se stesso. Durante
un'intervista rilasciata a un sito web dedicato alle esplorazioni, descrisse le qualit che pi ammirava
nel suo predecessore, fra cui l'ottimismo e la pazienza, il coraggio e la capacit, quando era in
gioco la vita dei suoi uomini, di instillare in loro la fiducia che li avrebbe salvati da una situazione
disperata.
Guidare la spedizione era impresa ben pi complicata che comandare le truppe nell'esercito. In
Antartide la sua autorit non era ufficiale ma semplicemente riconosciuta, e, in fatto di esplorazioni
polari, Worsley non aveva pi esperienza dei suoi compagni. Tuttavia avvertiva il peso
incommensurabile di essere responsabile per le loro vite. Con Gow e Adams strinse un patto: Non ci
dovranno essere egocentrismi n orgoglio, e se qualcuno non dovesse sentirsi bene o procedesse
lentamente, non dovr avere alcuna difficolt nell'accettare l'offerta di uno dei compagni di portare una
parte del suo carico.
Il 10 novembre l'aereo della ALE era pronto per la partenza. Dopo decenni di sogni,
l'avventura antartica di Worsley stava cominciando.
In quattro ore e mezzo il velivolo  un enorme cargo sovietico, cos rumoroso che Worsley e i
suoi compagni riuscivano a malapena a udire le loro voci  li condusse a un campo della ALE a sud di
capo Horn. All'atterraggio, l'aereo scivol su una pista ghiacciata. Dopo aver atteso che il tempo
migliorasse, si imbarcarono su un bimotore pi piccolo dotato di pattini. Mentre sorvolavano il
continente, i tre osservavano dal finestrino le profonde fratture nella banchisa. Ovunque guardassimo,
c'erano distese di crepacci grandi come piccoli villaggi scrisse Worsley. Fu in quei momenti che
mettemmo improvvisamente a fuoco ci a cui stavamo andando incontro. Nessuno di noi disse una
parola. Infine, dopo aver percorso 1200 miglia in undici ore in direzione sud-ovest, l'aereo atterr sul
mare ghiacciato dell'isola di Ross. Mio Dio, ci siamo esclam Worsley.
Da anni stava immaginando l'Antartide nella sua mente, e dopo essere sceso dall'aereo pest
allegramente gli stivali sul ghiaccio spesso quasi un metro. La temperatura si aggirava intorno ai 25
gradi sotto zero, facendogli bruciare le narici.
Un uomo viene estratto da un
crepaccio durante la prima spedizione antartica di Robert Falcon Scott.
Era tardo pomeriggio, ma essendo estate il sole non era tramontato. Worsley riusciva a vedere
due dei vulcani dell'isola di Ross che avevano costituito altrettanti punti di riferimento per gli
esploratori polari: il monte Terror, un vulcano oggi inattivo, alto 3230 metri, e il monte Erebus, anche
questo un vulcano ma attivo, alto 3794 metri. Del fumo nero saliva dal suo cono ghiacciato.
Non lontano da loro, i pinguini scivolavano sul ghiaccio sulla pancia: un mondo ancora
incontaminato. Sulla punta meridionale dell'isola, a circa 22 miglia di distanza, si trovava la stazione
McMurdo: aperta nel 1955 dal governo degli Stati Uniti, da allora costituiva il centro nevralgico della
ricerca scientifica nella regione. In estate vi si stabilivano un migliaio di persone, la popolazione pi
numerosa dell'Antartide. Con la sua centrale elettrica e i dormitori scavati nel ghiaccio, la base ha tutto
l'aspetto di una sudicia area di sosta.
Gow, Adams e Worsley sull'isola di Ross, accanto
a una croce eretta dalla squadra di Scott nel 1902 in ricordo di un compagno che era caduto in mare
ed era affogato.
Gli uomini si inoltrarono nell'isola. Mentre risalivano una cresta che dominava una vallata a
forma di catino, Worsley si ferm di colpo. Sotto di loro, fra le rocce vulcaniche e il ghiaccio, si
trovava una solitaria capanna di legno con le finestre serrate e un camino di ferro. Worsley non dovette
neppure dire cosa fosse. Lo sapevano tutti. Era la capanna che Shackleton e la sua squadra avevano
costruito nel febbraio del 1908 e occupato nel corso di quell'inverno, prima di dirigersi verso il Polo
Sud. Shackleton aveva chiamato il rifugio la Mecca di tutte le nostre speranze e di tutti i nostri sogni.
Nel 2004 una squadra di ambientalisti aveva dato inizio ai lavori di ristrutturazione, e a Worsley la
costruzione parve del tutto simile a come l'aveva vista nelle foto sgranate di Alla conquista del Polo
Sud.
Quando Gow corse ad aprire la porta, Worsley e Adams lo seguirono all'interno. Nella
penombra, Worsley riusc a distinguere i resti sparsi della spedizione Nimrod, come se la squadra si
fosse momentaneamente allontanata. C'erano cibo in scatola, stivali di cuoio con i lacci logori, flaconi
azzurri di medicine con l'etichetta DIARREA. Alle travi erano sospese due slitte, e appesa a una parete
c'era una foto incorniciata della regina Alessandra. Nel suo diario Shackleton aveva descritto un raggio
di luce colpire l'immagine prima della partenza, cosa che l'esploratore aveva considerato un buon
augurio.10
L'unica cosa che restava da fare era ripercorrere
le sue orme fino al Polo scrisse Worsley dopo essere entrato nella capanna di Shackleton.
Gow rimase senza fiato di fronte a quella scena spettrale. Adams trov la cuccetta dove aveva
dormito il bisnonno, mentre Worsley esamin gli oscuri recessi della stanza, come se stesse rovistando
in una tomba. Difficilmente avrei potuto avvicinarmi al mio mentore avrebbe scritto in seguito.
L'unica cosa da fare era ripercorrere le sue orme fino al Polo.
Gli uomini trascorsero la notte nella capanna, i sacchi a pelo distesi sul pavimento gelido. Il
silenzio tradiva il loro nervosismo. Il mattino successivo, il 14 novembre, Worsley fu il primo ad
alzarsi. Era stato impossibile dormire annot. Il nostro compito ci sembrava un'enormit. Indoss
gli scarponi, usc all'aperto e chiam l'operatore della ALE. Qui la Matrix Shackleton Expedition per
il nostro primo rapporto disse. Partiremo fra un paio d'ore. Va tutto bene. Nessun problema medico.
Okay rispose l'operatore. Fate buon viaggio.
Nel frattempo i compagni di Worsley si erano svegliati. I tre cominciarono a fasciarsi sotto
strati di indumenti e a caricare le provviste sulle slitte. Worsley si assicur di aver distribuito in modo
uniforme il peso sulla sua slitta, poi copr il carico con una cerata. La slitta  su cui erano state incise le
scritte Always a little further e By Endurance We Conquer  assomigliava a un siluro. Dopo aver
agganciato la slitta all'imbragatura intorno alla vita, Worsley fiss gli scarponi agli sci, notando i
messaggi che i suoi familiari vi avevano dipinto sopra: Non arrenderti, Dacci dentro, ciccione.
Alle dieci del mattino  la stessa ora in cui era partito anche Shackleton  Worsley e i suoi
uomini si piegarono nelle imbragature e si mossero. Era il momento che aspettava da quasi tutta la vita,
pens Worsley. Tuttavia, mentre faceva forza con braccia e gambe per spingersi in avanti e trainare la
pesante slitta, era tormentato dai dubbi: Ero nervoso per molte cose; temevo di non essere un buon
leader; di ferirmi; di deludere tutte le persone che ci avevano sostenuto; di non essere fisicamente in
grado di farcela. In parole povere, temevo di fallire.
Il terreno era generalmente piano e privo di asperit. Mentre puntavano a sud, verso la barriera
di Ross, i tre uomini cominciarono a prendere slancio. Worsley volle assicurarsi che seguissero il
consiglio di Matty McNair, che li aveva istruiti sull'isola di Baffin: State insieme, non separatevi
mai. L'esploratrice aveva inculcato loro un'altra regola: Se vi bagnate, siete morti.
Worsley, Gow e Adams poco dopo la partenza.
Dopo alcune miglia, si imbatterono in un'altra desolata capanna di legno, eretta da Robert
Falcon Scott e dai suoi uomini durante la disastrosa spedizione al Polo Sud del 1911. Il ghiaccio si
insinuava fra le assi delle pareti e sui vetri delle finestre simile a un intrico di liane. All'interno della
capanna, Worsley e i suoi compagni trovarono il tavolo dove Scott studiava le mappe e la cuccetta del
capitano Lawrence Oates. Di ritorno dal Polo, Oates era uscito dalla tenda dicendo queste parole: Sto
uscendo, pu darsi che rimanga via un po' di tempo. Nessuno l'avrebbe mai pi rivisto.
Mentre Worsley esaminava gli oggetti, avvertiva un certo disagio: Non riuscivo a scacciare
dalla mente un senso di profonda tristezza. Poco dopo gli uomini tornarono a seguire le orme dei loro
predecessori, da lungo tempo cancellate dal ghiaccio portato dal vento. Anche le tracce fresche lasciate
da Worsley e dai suoi compagni svanivano gradualmente; minuscole particelle di ghiaccio turbinavano
nel vento come cenere. Gli uomini utilizzavano una bussola per mantenere la direzione verso sud. Il
loro respiro si condensava in nuvolette e i corpi sudavano nel freddo secco. Dopo aver faticato per sette
ore, Worsley diede l'ordine di fermarsi. Avevano coperto quasi otto miglia nautiche. Per raggiungere il
punto a 97 miglia dal Polo il 9 gennaio, avrebbero dovuto tenere una media di 10-12 miglia nautiche al
giorno. Era comunque un inizio promettente.
Quindi diedero avvio alla difficile procedura di preparazione del campo: piantare la tenda, lunga
pi o meno quattro metri e larga due; prendere le provviste dalla slitta; infilarsi nella tenda e togliersi
gli scarponi da sci e le calze sudate, che venivano appese a un filo sopra la testa, insieme agli altri
indumenti umidi; controllare eventuali geloni e indossare calze asciutte e pantofole termiche;
accendere il fornello, sciogliere la neve in un bollitore e versare acqua calda nei pacchetti di cibo
liofilizzato.
Parcheggiati in mezzo a un mare di ghiaccio.
Mentre si rifocillavano, gli uomini parlarono del clima relativamente caldo: la temperatura
aveva raggiunto i dieci gradi sotto zero.
La vista dall'interno della tenda.
Fu Adams a inviare il rapporto serale: il tempo aveva concesso loro un sole bellissimo,
esattamente come era accaduto a Shackleton il primo giorno di cent'anni fa. In privato, per, Adams
confess a Worsley e a Gow di sentirsi un dilettante mentre trainava la slitta, e di avvertire una
sensazione di profondo disagio. Era corretto e onesto scrisse Worsley. Nessuno di noi sapeva come
sarebbero stati i due mesi successivi.
Dopo cena, gli uomini immersero gli spazzolini nella neve e si lavarono i denti, cosa che
Worsley riteneva essenziale per mantenere una certa dignit. Poi, sgomitando per conquistare ognuno il
proprio spazio, distesero i sacchi a pelo. Worsley, tuttavia, non vi si infil subito. Nonostante i muscoli
indolenziti e la temperatura in calo  ora il sole sfiorava l'orizzonte  usc per una passeggiata serale.
Aveva deciso che questo sarebbe stato il suo rituale quotidiano, come un mistico che va in cerca
dell'illuminazione attraverso l'abnegazione. La dura realt dell'Antartide aveva solo reso pi profondo
il fascino che il continente esercitava su di lui. L fuori Worsley raccoglieva oggetti  il frammento di
un teschio di pinguino, una piccola roccia  che conservava in tasca, nonostante il peso aggiuntivo. Lo
prendevamo sempre in giro per tutto quel ciarpame ricorda Gow.
Dopo la passeggiata, che dur una ventina di minuti, Worsley torn alla tenda e si infil nel
sacco a pelo. Tutti tenevano a portata di mano una bottiglia di plastica, nel caso dovessero rispondere a
quello che Adams defin il richiamo della natura. Prima di addormentarsi, Worsley scrisse poche
righe sul suo diario, concludendo con una frase di Shackleton: Auguro a tutti noi il successo perch ho
dedicato a questa impresa tutte le mie forze.11
In otto giorni la squadra copr pi di 75 miglia nautiche. Worsley cominci a rendersi conto
delle dimensioni della barriera di Ross: era pi grande della Francia. Shackleton l'aveva descritta come
un deserto bianco, liscio, silente e misterioso.12
Worsley e i suoi uomini procedevano in fila indiana e parlavano raramente, ascoltando solo i
sordi sobbalzi delle slitte o la musica negli iPod. Adams prediligeva i Vespri di Rachmaninov; ogni
tanto Gow arrancava tenendo in sottofondo un audiolibro di Endurance di Lansing. La playlist di
Worsley includeva Bruce Springsteen e la Seeger Sessions Band, che eseguivano brani come Eyes on
the Prize (I got my hand on the gospel plow / Won't take nothing for my journey now, Ho la mano
sull'aratro del Vangelo / Per nulla al mondo rinuncerei al mio viaggio) e We Shall Overcome (We
are not afraid, we are not afraid, Non abbiamo paura, non abbiamo paura).
Con null'altro da osservare a parte il ghiaccio, Worsley stava diventando un esperto conoscitore
delle sue variet. Poteva essere scricchiolante, farinoso o formare una crosta durissima. Spesso il vento
lo scolpiva nei cosiddetti sastrugi, formazioni simili a onde alte anche pi di un metro e che talvolta si
estendevano in file parallele perdendosi all'orizzonte. (In uno dei suoi rapporti Adams not che ognuno
di loro aveva la propria strategia per attraversare le onde ghiacciate: Henry tende a usare il passo a
spina di pesce', Will dichiara guerra ai sastrugi, mentre io cerco di affrontarli come meglio posso.) Poi
c'era il ghiaccio molle e profondo, il peggiore, in cui arrancavano come se stessero arando la sabbia
umida. Poich era pi faticoso andare da primo, i tre si davano il cambio ogni ora nel battere la traccia.
Ognuno elabor la propria tecnica per affrontare i
sastrugi scolpiti dal vento.
Gli uomini bruciavano fra sei e ottomila calorie al giorno. Di tanto in tanto facevano una sosta
per assumere bevande energetiche e fare spuntini nutrienti con salame, noci e cioccolato, ma anche cos
cominciarono a perdere peso. Worsley, consapevole di quanto fosse importante mantenere un
atteggiamento positivo, si sforzava di ricordare le vacanze con la famiglia o il lavoro nel suo orto. Fin
per abituarsi al paradosso di sentirsi del tutto irrilevante in quel paesaggio alieno, mantenendo al tempo
stesso un'acuta percezione di s: ogni muscolo dolorante, ogni articolazione, ogni respiro, ogni battito
del cuore. Disse che preferiva battere la traccia, nonostante la difficolt: vedo solo l'infinito di fronte a
me.
State insieme, non separatevi mai era il mantra
dei tre uomini.
Un giorno Adams not in lontananza qualcosa che spuntava dal ghiaccio e brillava alla luce
abbacinante del sole. Che cos'? chiese.
Non ne ho idea rispose Worsley.
Quando raggiunsero l'oggetto, capirono che si trattava di uno strumento meteorologico che
registrava dati come la temperatura e la velocit del vento. Una targhetta indicava che il dispositivo
apparteneva alla University of Wisconsin. Gli uomini ripartirono subito, ma per ore Worsley continu a
mostrarsi arrabbiato, infastidito per quell'intrusione. Si calm solo quando si guard alle spalle e lo
strumento era scomparso dalla visuale. Eravamo di nuovo disse, su una tela completamente
bianca.
La bufera arriv all'improvviso. La temperatura era scesa a trenta gradi sotto zero, mentre venti
gelidi sollevavano il ghiaccio, pungendo gli occhi come schegge di vetro. Era il 28 novembre 2008, e la
squadra di Worsley era in marcia da due settimane. Gli uomini procedevano piegati in avanti, ma il
vento era troppo forte. Worsley decise che per quel giorno si sarebbero fermati. Pochi istanti dopo aver
spacchettato la tenda, per poco il vento non la scagli via in quel candido nulla. Assicurarono gli angoli
con le viti da ghiaccio e seppellirono i lembi sotto la neve, poi usarono le slitte come barriere protettive.
I tre uomini si affrettarono a entrare, rannicchiandosi l'uno accanto all'altro, scossi dai brividi mentre il
tessuto di nylon della tenda veniva sbatacchiato dal vento.
Worsley chiam l'operatore della ALE per fornire le coordinate. Siamo bloccati da una bufera
e oggi rimarremo fermi disse.
Riesco a sentire il vento replic l'operatore.
La tempesta si intensific, con venti che fischiavano a oltre settanta chilometri orari. Il ghiaccio
si accumulava sulla tenda. Era come se gli elementi si fossero infuriati per la nostra presenza scrisse
Worsley. Quando si risvegliarono il giorno dopo, la tempesta si era fatta ancora pi violenta. Nel corso
di una trasmissione radio, Adams disse: Siamo ancora bloccati nella tenda. Sapevano che nel 1912, a
meno di dieci miglia nautiche da l, Robert Falcon Scott e la sua squadra avevano trovato la morte
durante la marcia di ritorno dal Polo. La cosa ci fa molto riflettere aggiunse Adams.
Nella tormenta: Era come se gli elementi si
fossero infuriati per la nostra presenza scrisse Worsley.
La tenda era praticamente sommersa dal ghiaccio, mentre all'interno l'aria puzzava di corpi non
lavati, calze sporche e combustibile. Worsley  che ora Gow e Adams chiamavano il generale 
cercava di mantenere un'atmosfera rilassata. Gli uomini ingannavano il tempo chiacchierando,
leggendo e giocando a poker. In precedenza i tre si erano autonominati membri fondatori dell'Antarctic
Malt Whiskey Appreciation Society; in base allo statuto dell'associazione, ogni gioved sera gli
esploratori bevevano da una fiaschetta di whiskey che Gow aveva portato con s, e la mattina
successiva si concedevano due ore in pi di sonno. Anche se era sabato, quel giorno gli uomini si
passarono la fiaschetta. Il liquore li riscald. Worsley, che nell'esercito si era distinto per il suo humour
nero, scherzava sulla situazione: se fossero riusciti a prendersi gioco della morte, avrebbero avuto
ancora un po' di vita in loro. In una trasmissione radio precedente, Worsley aveva riferito: Il morale 
alto, poi aveva aggiunto: Abbiamo appena cenato. Will si sta staccando le pellicine dai piedi, e
Henry Adams sta scrivendo il suo diario. Domani vi manderemo un altro rapporto. Fino ad allora, saluti
dalla barriera di Ross.
Auguro a tutti noi il successo scrisse Worsley
nel suo diario citando Shackleton.
Due giorni dopo, la tempesta si attenu. Gli uomini aprirono la zip della tenda e dovettero
abbattere un muro di ghiaccio alto un metro e mezzo e spesso quasi altrettanto. Scavarono per pi di
un'ora, finch non riemersero nella luce accecante della banchisa, come evasi da una prigione.
Caricarono tutto e partirono, cercando di recuperare il tempo perduto.
La giornata era serena e i tre riuscirono a distinguere le cime dei monti Transantartici, alte
vette che bucano la linea dell'orizzonte, rifer Worsley in un comunicato radio. Alla quarta settimana
di cammino, a met dicembre, avevano superato la barriera di Ross e raggiunto le pendici della catena
montuosa. Il terreno cominciava a salire; la superficie era solcata da profonde spaccature, il risultato
dell'eterno movimento dei ghiacci. Tutta questa confusione significa solo una cosa: il rischio di
crepacci scrisse Worsley.
Il giorno dopo, malgrado il pericolo, Worsley usc per la sua passeggiata e raccolse diversi
campioni di roccia. Nella speranza di individuare il percorso da seguire, cammin per ore e si
arrampic su una cengia esposta a sud. Davanti a lui, velato dalla nebbia, si stendeva il ghiacciaio
Beardmore. Scrutai nella foschia chiedendomi cosa avesse in serbo per noi la mia nemesi scrisse.
Una volta tornato alla tenda, a tarda ora, Adams lo apostrof: Ah, generale, stavamo
cominciando a pensare che avesse fatto una brutta fine.
Gli uomini raccolsero le loro cose e camminarono fino alla bocca del ghiacciaio. Guardando
verso l'alto, Adams pens che stessero per affrontare un terrore biblico. In qualunque direzione si
voltassero, a quanto pareva, individuavano un nuovo ostacolo: un ammasso di ghiaccio, un pendio alto
e ripidissimo simile a una cascata gelata, o un ponte di neve che superava un crepaccio. Certi crepacci
erano abbastanza grandi da inghiottire un'auto scrisse Worsley. Altri erano poco profondi, ma
quanto bastava per rompersi una caviglia o distorcersi un ginocchio. Se uno di loro si fosse ferito, un
aereo di soccorso non avrebbe potuto atterrare nel raggio di diverse miglia. Un medico della ALE li
aveva avvertiti: O ve la cavate da soli, o non ve la cavate affatto.
Bruciando fra le seimila e le ottomila calorie al
giorno, gli uomini non riuscivano a mantenere il loro peso.
Worsley decise che non avrebbero pi potuto procedere sugli sci, cos fissarono i ramponi agli
scarponi, indossarono le imbragature da arrampicata e ricontrollarono due volte viti, cinghie e
moschettoni. Poi si legarono fra loro: Worsley da primo, seguito da Gow e Adams. Mentre avanzavano
lentamente sul ghiacciaio, le slitte sembravano altrettante ancore trascinate su un fondale marino.
Le giornate erano lente ed estenuanti. Prima di ogni passo, Worsley, che aveva il compito di
individuare il percorso, affondava la propria racchetta nel ghiaccio davanti a s per verificare che fosse
solido. Ogni volta che si apriva una buca, si chinava per dare un'occhiata a quel mondo sommerso: un
passaggio che si perdeva vorticando nell'oscurit. L'Antartide pu prendersi la tua vita in due modi
annot. Ti pu consumare a lungo tramite la fame, il freddo e la fatica, spesso in condizioni climatiche
spaventose. Oppure pu inghiottirti in un crepaccio in una frazione di secondo. Una volta, dopo
un'intera giornata passata ad arrampicare, Worsley stava recuperando il suo sacco a pelo dalla slitta
quando il ghiaccio gli si apr sotto il piede destro. La gamba si immerse nell'acqua. Adams corse da lui
e lo trascin fuori. Ogni volta che la scampavi, scrisse Worsley, avevi la sensazione che la tua fortuna
stesse per esaurirsi.
Ben presto il gruppo si imbatt in qualcosa di stupefacente: una lastra di ghiaccio azzurro.
Questo tipo di ghiaccio, prodotto dalla neve che si accumula su un ghiacciaio e viene compressa nel
corso dei millenni,  cos denso  ossia privo di bolle d'aria  da assorbire la luce con un'elevata
lunghezza d'onda, spiegandone cos il colore incantevole. Ma, come gli uomini avrebbero scoperto in
breve tempo, la sua bellezza  ingannevole.  duro come il cemento ricorda Gow. Anzi, pi del
cemento.  impossibile descrivere quanto sia duro.
Poco dopo, le punte di alluminio dei ramponi cominciarono a piegarsi e a rompersi. Gli uomini
scivolavano in continuazione, schiantandosi sul ghiaccio, le slitte che li trascinavano verso il basso.
Era un'agonia scrisse Worsley. Sentivo ogni sporgenza del ghiaccio, mentre venivo trascinato sulla
sua infida superficie. Graffiati e sanguinanti, i tre imprecavano al vento. Siamo nella morsa del
Beardmore scrisse Worsley.
Un passo falso, e un uomo poteva
svanire in un crepaccio.
Un giorno, mentre il gruppo stava puntando verso sud tenendosi al centro del ghiacciaio, Adams
disse, impaziente: Non sono affatto d'accordo con la direzione che stiamo seguendo. Poi indic un
punto lontano del ghiacciaio, e aggiunse: Dovremmo essere l. Gow sosteneva che avrebbero dovuto
mantenere la rotta. Worsley temeva il disaccordo almeno quanto una rotta sbagliata, cos si rivolse a
Adams con fermezza: Senti, amico, dobbiamo continuare a salire e ad andare a sud.
Adams fece un passo indietro. Henry aveva una calma autorit ricorda Adams. Prendeva
decisioni molto nette. Qualche volta erano giuste, altre volte erano sbagliate. Solo non potevi saperlo,
perch stavamo camminando in un labirinto. Per lui prendeva quelle decisioni dopo averci ascoltato
ed essersi consultato con noi, cos per noi era molto facile seguirlo.
Attraversando il ghiacciaio Beardmore.
Il 24 dicembre, dopo nove giorni di arrampicata, i tre raggiunsero la testata del ghiacciaio. A
ovest potevano vedere i monti Adams, battezzati cos in onore del bisnonno di Henry. Nel corso di una
trasmissione radio, Worsley disse:  la vigilia di Natale, e oggi [...] abbiamo detto addio al ghiacciaio
Beardmore. Poi prosegu: Abbiamo senza dubbio faticato per guadagnare ogni singolo miglio, ed 
per questo che la considero una fase cos gratificante del viaggio.
La mattina di Natale, anzich il solito porridge liofilizzato, la squadra prepar un pasto speciale
a base di salsicce, bacon e fagioli. Pi tardi, rievocarono i festeggiamenti di Shackleton e dei suoi
uomini, accendendosi dei sigari e sorseggiando un cucchiaino a testa di crme de menthe. Worsley
chiam a casa e parl con Joanna e Alicia, augurando loro buon Natale. Alicia, che sugli sci del padre
aveva dipinto la scritta U R THE BEST DAD EVER, Sei il padre migliore del mondo, gli domand
come fosse passare un bianco Natale, e gli disse che gli mancava da morire. Max, invece, che non
aveva ancora accettato l'assenza del padre, si rifiut di andare al telefono.
Poi Worsley chiam suo padre, nella speranza di poterlo informare che aveva raggiunto la
testata del ghiacciaio. Ma Richard Worsley, ormai ottantacinquenne, soffriva di demenza e, quando il
figlio gli ricord che si trovava in Antartide, disse: Che ci fai l?
La mattina successiva, il quarantatreesimo giorno della spedizione, Worsley, Adams e Gow
aprirono una nuova fase del viaggio. Avevano coperto 489 miglia nautiche, e se volevano arrivare al
punto pi lontano raggiunto da Shackleton il 9 gennaio, due settimane dopo, dovevano percorrere
sedici miglia nautiche al giorno. In una trasmissione del 27 dicembre, Worsley ripet le parole di
Shackleton: Grazie a Dio, davanti a noi si apre un'agevole strada che conduce al polo.13
Ma, salendo il Titan Dome, il gruppo dovette affrontare condizioni ancor pi brutali: venti
violentissimi e temperature percepite inferiori ai cinquanta gradi sotto zero. L'aria gelida bruciava i
polmoni dei tre uomini come se stessero respirando fuoco. Durante una trasmissione del 28 dicembre,
Grow rifer: Siamo stati accolti dalla peggiore tormenta che avessimo mai incontrato, per poi
aggiungere: Riuscivamo a vedere solo la punta degli sci.
Worsley vigilava sui suoi compagni. Erano quasi irriconoscibili rispetto ai giovani
professionisti che erano partiti da Londra. Il volto era smagrito e gli occhi infossati; la barba e i capelli
incolti luccicavano per il ghiaccio. A causa della scarsissima visibilit, Adams soffriva di cinetosi. Mi
muovevo e il terreno si muoveva ricorda. Era come essere intrappolati in una pallina da ping-pong su
un oceano in tempesta. Gow, che aveva i geloni al viso, sparava musica blues a tutto volume negli
auricolari, nel tentativo, per usare le sue parole, di mantenere un senso di sanit.
Rintanati nella tenda, fra gelidi venti di burrasca.
Worsley cercava di mantenersi ottimista e di confortare gli altri, aiutandoli con la loro
attrezzatura o facendo portare loro la bussola di Shackleton come portafortuna. Ma verso il 31
dicembre anche Worsley cominci a soffrire, faticando a tenere il passo. Il suo organismo perdeva
troppo grasso corporeo. Le mie giornate si stavano rapidamente trasformando in una dura lotta a mani
nude con la fatica scrisse. Era come se l'energia colasse dal mio corpo, per essere sollevata e dissolta
dal vento. Le gambe non andavano pi di cos. Ogni passo degli sci sembrava inchiodato a una distanza
precisa. Non riuscivo ad andare pi velocemente, ma sempre pi lento.
Le mie giornate si stavano rapidamente
trasformando in una dura lotta a mani nude con la fatica annot Worsley.
Il giorno di Capodanno, Worsley era di nuovo rimasto indietro. Adams aspett che lo
raggiungesse e gli disse: Generale, lascia che porti un po' del tuo carico.
Nonostante il patto che avevano stretto all'inizio della spedizione, Worsley disse: Non se ne
parla. Ci siamo dentro tutti fino al collo, quindi perch dovresti farlo? Poi insistette: Trover il
modo. Devo risolvere io il problema. Indicandosi la tempia con una mano guantata, aggiunse: La
risposta  qui.
Era accecato dall'orgoglio, e ne era consapevole. Come avrebbe scritto in seguito, non poteva
ammettere la propria debolezza di fronte agli altri. E, anzich accettare l'assistenza di Adams,
abbandon le razioni di cibo d'emergenza, alleggerendo il proprio carico di qualche etto. Riconobbe
che era una mossa rischiosa: Sarei morto di fame [...] se fossimo arrivati al Polo dopo il 18 gennaio.
Il 5 gennaio, all'interno della tenda, Worsley apr la busta che Joanna gli aveva consegnato.
Alcuni biglietti contenevano citazioni incoraggianti. Ne lesse ad alta voce una di Winston Churchill:
Sono sicuro che in questo giorno noi siamo padroni del nostro destino, che il compito che ci  stato
affidato non  superiore alle nostre capacit, che le sofferenze e le insidie che comporta non
trascendono i nostri mezzi. Se avremo fede nella nostra causa e un'indomita volont di vittoria, la
vittoria non ci sar negata.
Leggila di nuovo, generale chiese Adams.
Worsley obbed, poi crollarono tutti.
Il giorno dopo, durante l'ennesima tormenta, Adams stava cos male per la cinetosi da vomitare.
Malgrado Worsley non si fosse mai sentito, per usare le sue stesse parole, cos vuoto, debole ed
esausto, disse a Adams che avrebbe scambiato la sua slitta con la propria, dato che quella del
compagno, che trasportava alcune bombole di combustibile ancora inutilizzate, era pi pesante. Poi
Worsley ripart a passo spedito, pi veloce di quanto non fosse da giorni. Henry faceva affidamento
sulla forza della mente ricorda Adams. C'era ancora una possibilit che riuscissero ad arrivare in
tempo a 97 miglia dal Polo. Ma il 7 gennaio, ad appena due giorni dal traguardo, si scaten un'altra
tempesta, e i tre si ritrovarono avvolti dalla bianca oscurit. Worsley spieg agli altri che avrebbero
potuto proseguire oppure aspettare che la tempesta passasse. Ma, se si fossero fermati, avrebbero
mancato l'anniversario. Io voglio andare avanti disse Worsley, sottolineando per che la decisione
avrebbe dovuto essere unanime.
Io non ho dubbi disse Gow.
Andiamo! url Adams.
Nei due giorni successivi la tempesta si plac, e il gruppo copr pi di venticinque miglia
nautiche. Il 9 gennaio procedettero spediti per sei ore. Poi Worsley tir fuori il suo GPS e lo strinse,
disse, come un uomo anziano terrebbe una tazza di t. Mentre Gow e Adams osservavano con ansia,
Worsley si spost finch il GPS non stabil la connessione satellitare e sul display comparvero le
coordinate: 88 23'S, 162E.
Ecco! grid sbattendo le racchette sul terreno.
Ce l'abbiamo fatta! Gli uomini si guardarono intorno, esaminando il luogo che stava
tormentando la loro immaginazione da cos tanto tempo, e che li aveva attratti quasi a prezzo della vita.
Tutto ci che riuscivano a vedere era un deserto di ghiaccio: il loro Santo Graal non era altro che un
punto geografico. Come avrebbe detto Adams in seguito, cos' l'Antartide se non una tela bianca su
cui cercare di imporre se stessi?
La temperatura toccava i trentacinque gradi sotto zero, troppo freddo per fermarsi. Ma Worsley
piant una bandiera britannica e scatt una foto di gruppo simile a quella che Shackleton aveva scattato
con la sua squadra. Adams era a sinistra, proprio dove si trovava il suo bisnonno; Gow era al centro, e
Worsley a destra, al posto di Shackleton.
La squadra di Shackleton scatt una foto a 88o23'S, fino ad allora il punto pi a
sud mai raggiunto dall'uomo. Il gruppo di Worsley riprodusse la foto cent'anni dopo.
Worsley continuava a pensare alla difficile situazione che Shackleton aveva dovuto affrontare
un secolo prima. Poco prima di raggiungere il punto a 97 miglia dal Polo, nel suo diario l'esploratore
aveva scritto: Non posso pensare a una rinuncia. Dovr riflettere saggiamente rispettando la vita degli
uomini che mi accompagnano.  chiaro che se avanziamo troppo non riusciremo a tornare indietro su
questa terribile superficie e tutti i risultati ottenuti andranno perduti. Poi aggiunse: L'uomo pu fare
solo del suo meglio e noi abbiamo trovato schierate contro di noi le pi rudi forze della natura.14
Quando infine prese la decisione di ritirarsi, il 9 gennaio, scrisse: Abbiamo sparato la nostra ultima
cartuccia.15
Worsley disse a Gow e Adams: Proprio non riesco a immaginarmeli mentre si voltano e
tornano nella direzione da cui erano venuti.
Proseguendo verso il Polo, Worsley e i suoi compagni non stavano pi seguendo le orme di
Shackleton. Con grande sollievo, cominciarono a scendere di quota; le slitte, alleggerite del cibo
consumato, scivolavano agevolmente dietro di loro. Il fatto di aver coperto novantadue miglia nautiche
in otto giorni li fece riflettere su quanto Shackleton fosse stato a un passo dal realizzare il suo sogno.
Quella sera Worsley usc per la sua passeggiata, barcollando sulle gambe ossute. Non era religioso, ma
il paesaggio lo scosse. Come disse Adams, Henry sentiva la spiritualit dell'Antartide.
Il mattino successivo, i tre uomini smontarono il campo e partirono per le ultime cinque miglia
nautiche. In lontananza riuscirono finalmente a scorgere qualcosa: il profilo indistinto della
Amundsen-Scott South Pole Station, una stazione di ricerca scientifica statunitense. Qualche ora dopo,
Worsley si accorse che i suoi sci si muovevano lungo i solchi tracciati dalle motoslitte. Poi,
ammucchiati sul ghiaccio, vide una lavatrice rotta, un materasso e alcune scatole schiacciate. L'aria
inodore si riemp degli aromi intensi di frittura e petrolio; di tanto in tanto, un velivolo militare
rombava sopra di loro. Fummo catapultati di nuovo nel mondo che ci eravamo lasciati alle spalle
scrisse Worsley.
Di fronte alla stazione di ricerca, emergeva dal ghiaccio un scintillante palo di metallo, alto pi
o meno un metro, con una sfera d'ottone in cima. Gli scienziati della base lo utilizzano per indicare il
Polo Sud, il punto in cui si incontrano tutti i meridiani, e dove la Terra non ruota. Poich il palo  stato
piantato su uno strato di ghiaccio in movimento, ogni anno deve essere spostato per indicare la
posizione precisa del Polo.
Il 18 gennaio, alle sedici e trentadue, dopo sessantasei giorni di cammino, Worsley e i suoi
compagni  emaciati e con la barba da cui colavano i ghiaccioli  raggiunsero e afferrarono il palo.
Mentre il viaggio si stava avviando alla conclusione, Worsley aveva sentito le lacrime ghiacciarsi sotto
i suoi occhi: non provava una gioia e un sollievo simili da quando era un ragazzino. Ora invece
l'esploratore, che Adams defin un leader nato e assolutamente perfetto, rideva, urlava e abbracciava
gli altri. Solo qualche anno prima non si conoscevano neppure, eppure avevano imparato ad affidare
agli altri la propria vita. In pi, riteneva Worsley, avevano raggiunto ci che sembrava impossibile
seguendo gli insegnamenti di Shackleton: avevano vinto con la resistenza. In una trasmissione Worsley
annunci: Vi sto chiamando da 92 gradi sud, il Polo Sud! Poi prese la bussola di Shackleton, sollev
il coperchio e lasci che l'ago ruotasse fino a fermarsi. Adams, Worsley e Gow al Polo Sud.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
L'infinito di fronte a me.
...
.
...
Worsley non pensava che sarebbe mai tornato in Antartide. Fu felice di riprendere servizio
nell'esercito e si gust la compagnia della famiglia. Ma lentamente cominci ad avvertire di nuovo
l'incantesimo di piccole voci lontane. Nel suo quaderno di appunti trascrisse una citazione
dell'esploratore polare Fridtjof Nansen, che sembrava rivolgersi proprio alla sua ossessione di
sottoporsi a ulteriori sofferenze: Perch? Per la grande scoperta geografica? Per la sua importanza
scientifica? Ah no, questa verr in seguito, per i pochi esperti in materia. Ben altro era ci che ognuno
comprendeva. L'intelligenza e la forza dell'uomo avevano vinto le violenze e le forze della natura, e
questo ci innalza al disopra della grigia monotonia di ogni giorno; era una visione di pianure sconfinate
e scintillanti, di montagne altissime spiccanti sul cielo azzurro e ghiacciato, di ghiacciai smisurati [...]
la vittoria dei vivi sul rigido paese del silenzio.16
Nel 2012 Worsley lanci una nuova spedizione per celebrare il centenario della corsa al Polo
Sud di Amundsen e Scott. Gow e Adams, che nel frattempo si erano sposati e avevano messo su
famiglia, rifiutarono l'invito, cos Worsley reclut i membri tra le file dell'esercito. Lui e il compagno
Lou Rudd seguirono il tragitto di Amundsen, in gara con un altro gruppo che percorse l'itinerario di
Scott. Ancora una volta Worsley si dimostr un comandante straordinario: Rudd lo defin un autentico
trascinatore. La sua squadra vinse sulla distanza di novecento miglia e raccolse quasi trecentomila
dollari, che vennero devoluti a un fondo della Royal British Legion per l'assistenza ai militari feriti.
Nessuno aveva mai percorso entrambe le due vie classiche al Polo Sud. La rivista Outside parl
di Worsley come di uno dei pi grandi esploratori polari del nostro tempo, e un giornalista lo
descrisse come un pioniere del possibile. Worsley, che aveva da poco pubblicato In Shackleton's
Footsteps, tenne conferenze sui temi dell'esplorazione e della leadership, diventando uno dei rari
allievi la cui vita sembra confermare gli insegnamenti del maestro.
Nel 2013 venne inviato a Washington in qualit di ufficiale di collegamento con le Special
Operations Forces statunitensi. Era il suo incarico conclusivo: nell'ottobre del 2015, dopo oltre
trentacinque anni di servizio, avrebbe compiuto cinquantacinque anni, che all'epoca era l'et
pensionabile obbligatoria. Joanna lo aveva accompagnato negli Stati Uniti, e si accorse che la mente
del marito stava vagando altrove. Hai intenzione di fare un'altra spedizione? domand Joanna.
Un messaggio che Worsley incise nel ghiaccio
durante la sua seconda spedizione.
Worsley disse che il centenario della spedizione Endurance coincideva con il suo congedo, e
che stava prendendo in considerazione di compiere un tentativo della traversata antartica che
Shackleton aveva progettato prima dell'affondamento della sua nave. Inoltre, Worsley sperava di
coprire tutte le novecento miglia nautiche del tragitto da solo e senza assistenza, qualcosa che non era
mai stato tentato. Paul Rose, ex comandante della base militare del British Antarctic Survey, che
conduce ricerche scientifiche nella regione, disse che si trattava di un'impresa senza precedenti,
mentre un altro esploratore la defin una sfida quasi disumana. Per Worsley, la spedizione
rappresentava il culmine di tutte le sue energie. Non solo sarebbe stata la spedizione pi lunga, pi dura
e pi pesante in assoluto: Worsley avrebbe dovuto sopravvivere affidandosi esclusivamente alle proprie risorse.
Henry, tuttavia, disse a Joanna che sarebbe tornato in Antartide solo se lei gli avesse dato la sua
approvazione. Era consapevole del prezzo che le sue spedizioni imponevano alla famiglia. Spesso
faceva fatica a esprimere le proprie emozioni  il tumulto che teneva nascosto, proprio mentre lo
spingeva ad andare avanti  e nel suo libro aveva inserito un passaggio che sembrava indirizzato alla
sua famiglia, un modo per comunicare ci che non riusciva a dire in modo diretto. Se guardo al
passato, mi rendo conto di aver perso di vista le mie reali priorit scrisse. Ora so che non stavo
impiegando il mio tempo in modo sensato e non facevo sentire importante e speciale la mia famiglia.
Poi proseguiva: La passione per qualcosa pu trasformarsi facilmente in un'ossessione, il che 
pericoloso, specialmente quando a esserne colpite sono proprio le persone che rimangono ad aspettarti con tanta lealt.
Joanna, che spesso scherzava dicendo che l'Antartide era l'amante del marito, si aspettava
che, con la pensione, Henry non sarebbe stato pi lontano. D'altra parte Joanna non aveva mai cercato
di limitarne le aspirazioni  Andava ovunque con le mie benedizioni dichiar una volta a un
giornalista  e capiva quanto fosse importante quel progetto per il marito. Henry, fra l'altro, non lo
faceva solo per se stesso: sperava di raccogliere centomila dollari per l'Endeavour Fund, un'altra
organizzazione benefica a favore dei militari feriti. Come avrebbe detto in seguito, voglio lasciare
un'eredit finanziaria per assistere i miei compagni feriti. E cos Joanna diede il proprio sostegno a
Henry. I figli furono altrettanto favorevoli. Max, che avrebbe compiuto ventun anni al momento della
spedizione, e che lavorava in un cantiere navale nel Sud della Francia, aveva infine accettato lo spirito
avventuroso del padre, arrivando persino a mitizzarlo. Parlarono persino di un viaggio polare insieme.
Tutti abbiamo dei sogni, ma pap  quello che parte e li realizza disse Max.
Max Worsley sostenne le ultime spedizioni del padre, e si allen con lui.
Nell'autunno del 2015, prima che Henry partisse per la spedizione, lui e Joanna fecero un
viaggio in Grecia. Mentre visitavano siti antichi e bevevano vino nei ristoranti, decisero cosa avrebbero
fatto al suo ritorno. Sarebbero andati in India per insegnare ai bambini svantaggiati, avrebbero fatto un
viaggio a Venezia, dove Henry avrebbe potuto studiare arte e Joanna dedicarsi alla beneficenza. Max
ricorda che la mamma stava aspettando da venticinque anni il momento in cui lui avrebbe lasciato
l'esercito per poter fare queste cose insieme.
Worsley non era pi un esploratore sconosciuto, e la stampa espresse una diffusa ammirazione
per il suo progetto. Un intrepido ex ufficiale dell'esercito  pronto per un'impresa antartica
annunciava l'Herald di Glasgow. Un titolo del Washington Post dichiarava che Worsley sarebbe stato
completamente solo nel continente pi freddo. Worsley venne intervistato dal National Geographic e
dalla BBC, il cui presentatore disse: Deve essere pazzo per fare una cosa del genere. Il principe
William invit Worsley al palazzo di Kensington e firm una bandiera britannica affinch la portasse
con s, proprio come re Giorgio V aveva fatto con Shackleton prima della sua partenza.
Alicia, Henry, Joanna e Max Worsley al palazzo di
Kensington con la bandiera firmata dal principe William.
Il 20 ottobre Joanna accompagn Henry in auto all'aeroporto di Heathrow. Era preoccupata pi
di chiunque altro, data l'et del marito e l'assenza di aiuto. In un video pubblicato sul suo sito, Worsley
aveva parlato dei rischi di una spedizione in solitaria.
La minaccia peggiore, spieg, era cadere in un crepaccio: nessuno avrebbe potuto tirarlo fuori o
chiamare i soccorsi. Altri pericoli importanti, aggiunse, erano una ferita grave e condizioni meteo
avverse. Tuttavia riteneva che la sua meticolosa preparazione avrebbe ridotto i rischi. Viaggiando
senza compagnia, fece notare, non c' nessuno con cui confrontarsi e a cui chiedere un'opinione, ma
voglio farcela da solo. In seguito avrebbe posto la questione in modo ancora pi netto: Il successo o
il fallimento di questo viaggio dipendono interamente da me.
Al terminal dell'aeroporto, Joanna ebbe un crollo e ripet ci che Henry le diceva sempre:
Meglio un asino vivo che un leone morto. Poi lui la baci e le disse: Su, avanti!
Questa volta Worsley sarebbe partito dall'isola Berkner, un grosso scoglio roccioso
completamente ricoperto di ghiaccio al largo della costa atlantica dell'Antartide, a sud del Cile. Da l,
Worsley avrebbe percorso a piedi 570 miglia nautiche fino al Polo Sud. Poi, puntando nella direzione
opposta a quella seguita con Gow e Adams, avrebbe salito il Titan Dome per poi ridiscendere fino alla
barriera di Ross, sull'oceano Pacifico. Questa seconda sezione prevedeva 330 miglia nautiche, e
Worsley stim che la spedizione avrebbe richiesto quasi ottanta giorni. Intendeva portare a termine
l'impresa prima di febbraio, quando sarebbe cominciato l'inverno e le condizioni sarebbero diventate
troppo pericolose perch un aereo di soccorso potesse atterrare; anche la ALE chiudeva in inverno. A
quel punto, non ci sarebbe stata pi alcuna via d'uscita.
Worsley sperava di raggiungere l'Antartide in aereo poco dopo il suo arrivo a Punta Arenas, il
21 ottobre. Ma il tempo pessimo  nostro signore e padrone, al momento, come lo defin Worsley 
costrinse la ALE a rimandare il suo volo di una settimana, poi di un'altra. Saluti da Patience Camp
disse in una trasmissione. Sfortunatamente, qui  Patience Camp, in Cile.
Quando raggiunse l'isola Berkner, il 13 novembre, Worsley era in forte ritardo. Sarebbe dovuto
arrivare al Polo Sud entro il 1 gennaio 2016, a un'andatura sfiancante. Pochi istanti prima di scendere
dall'aereo, stava preparando la slitta che, a causa della durata del viaggio, pesava quasi 150 chili, pi di
quanto non pesasse durante la spedizione con Gow e Adams. Sono davvero preoccupato per il peso
aveva scritto in precedenza sul suo diario. Notando che l'ansia aumenta, ricord a se stesso che
doveva scacciare i pensieri negativi.
Worsley part, e ud una sinfonia familiare: le racchette che scricchiolavano sul ghiaccio, la
slitta che cigolava sui rilievi, gli sci che frusciavano avanti e indietro. Quando si fermava, veniva
accolto da quel silenzio che sembrava diverso da qualunque altro. Ben presto i suoi dubbi si dissolsero
e, dopo un breve tratto inaugurale, si accamp. Il sole splendeva e la temperatura era mite, intorno ai
sette gradi sotto zero. Sono felice di essere tornato scrisse nel suo diario. Mi aspettano parecchie
giornate dure, ma  stata una partenza gloriosa. Il morale  salito appena sono partito. Ho pensato,
posso farcela'. Nella sua trasmissione, descrisse l'Antartide come il luogo pi bello della Terra.
La mattina successiva Worsley diede inizio a quella che chiam la sua prima giornata intera in
sella. Cammin per otto ore, ascoltando canzoni di David Bowie, Johnny Cash e Meat Loaf, e
riflettendo su cosa avrebbe potuto dire, dopo il suo ritorno, in una conferenza sulla spedizione. Percorse
dieci miglia nautiche, ma fu uno shock per il suo organismo. I primi giorni sono davvero un inferno,
mai dimenticarlo scrisse. Se avesse pensato alla lunghezza del viaggio, non ce l'avrebbe mai fatta,
cos si concentrava sugli obiettivi immediati. Si tratta di procedere un pezzetto alla volta, e
concentrarsi sul momento avrebbe detto in una trasmissione successiva. Il terzo giorno, dopo aver
superato l'81 grado di latitudine, convoc una solitaria riunione della Malt Whiskey Appreciation
Society, tracannando un bicchierino di liquore che aveva raffreddato con la neve. Sapeva che sempre
pi persone stavano seguendo le sue trasmissioni, fra cui molti studenti  giovani esploratori, li
chiamava Worsley  e, nonostante la spossatezza, ogni sera trovava il tempo per trasmettere
aggiornamenti e rispondere alle domande che gli venivano inviate.
L'isola Berkner, nel mare di Weddell, da dove Worsley part per la sua spedizione in solitaria.
Gli venne chiesto se avesse visto qualche animale (purtroppo no), quale fosse il suo cibo
liofilizzato preferito (spaghetti alla bolognese), quale fosse il momento peggiore della giornata
(prepararsi a partire al mattino) e quale quello migliore (infilarsi nella tenda dopo una lunga marcia).
Gli fu domandato quale attore avrebbe dovuto impersonarlo in un film sulle sue avventure.
Ammettendo che la sua risposta avrebbe rivelato tutta la mia vanit, sugger Matt Damon nel ruolo
di se stesso da giovane e Anthony Hopkins da anziano. Rispose anche alla domanda su come andasse in
bagno. Se devi fare pip, ti metti con la schiena controvento, abbassi la cerniera e la fai spieg. Non
 un grosso problema. Invece, se devi fare pup, devi essere un po' pi organizzato, soprattutto se il
vento  forte, ed  quasi sempre cos. Ti metti con la faccia controvento. Afferri bene i pantaloni
esterni, la calzamaglia e le mutande, e la fai il pi in fretta possibile. Una sera, dopo aver risposto a
diverse domande, chiuse la trasmissione scherzosamente da qualche posto in una tormenta di neve totale.
Per la fine della prima settimana, Worsley aveva percorso quasi settanta miglia nautiche. Il suo
corpo, come rifer agli ascoltatori, era in ottima forma. Si era appena gustato un pasto caldo a base di
pollo alla cacciatora, con pudding di riso per dessert. Ora mi infilo nel sacco a pelo concluse.
Poi, come accadde a Shackleton durante la spedizione Endurance, tutto cominci ad andare
storto. Il 22 novembre, a poco pi di una settimana dalla partenza, Worsley era inghiottito dalla
tormenta e bloccato nella tenda. Una vera e propria tempesta antartica! scrisse nel suo diario,
aggiungendo che quel giorno sarebbe stato impossibile procedere. La mattina successiva le raffiche
erano cos forti che avrebbero potuto portarsi via un cane di piccola taglia; uno dei paletti della tenda si
ruppe, e Worsley dovette ripararlo. Un modo salutare di ricordarmi chi  che comanda da queste
parti disse a proposito delle condizioni meteo. I trasgressori verranno puniti a norma di legge.
I trasgressori verranno puniti a norma di legge disse Worsley.
Worsley riemerse il 24 novembre e si ritrov a procedere faticosamente in una nebbiosa conca
ghiacciata in cui tutto ci che riusciva a vedere, ora dopo ora, era la bussola fissata al petto con una
cinghia e gli sci con il loro ritmo metronomico, un'esperienza che descrisse come una deprimente,
noiosa e monocromatica monotonia. Worsley stava salendo una sezione dei monti Transantartici, e il
25 novembre si ritrov davanti un ripido pendio di ghiaccio che si ergeva per centinaia di metri. Tent
di scalarlo con i ramponi, ma la slitta non voleva saperne di muoversi. Riprov, e riprov ancora, ma
non ci fu niente da fare.
Se si fosse fermato, sarebbe congelato. Cos decise di alleggerire la slitta: scaric gran parte dei
contenitori di cibo e li ripose in un punto pianeggiante. Poi cominci a salire. Una volta in cima al
rilievo, respirando a fatica dietro il passamontagna, deposit ci che era riuscito a portare fin l. Dopo
una breve sosta, ridiscese per recuperare il resto, un viaggio dopo l'altro.
A un certo punto, a causa della scarsa visibilit, Worsley non vide l'apertura di un crepaccio e
sfond la superficie con un piede. Sent che stava scivolando nella voragine, la quale si stava
allargando intorno a lui. Afferr il bordo e vi si aggrapp, penzolando nel vuoto, per poi sollevarsi e
mettersi in salvo. Quando gett lo sguardo nel baratro, scrisse nel suo diario, si sent d'un tratto solo,
vulnerabile e terrorizzato. Il suo corpo si stava indebolendo pi rapidamente rispetto alle spedizioni
precedenti. Doveva trainare una slitta pi pesante, battere costantemente la traccia e occuparsi da solo
di compiti faticosi come preparare il campo la sera e smontarlo la mattina.
Il 30 novembre, dopo aver camminato quasi tre settimane e aver coperto 165 miglia nautiche,
Worsley rifer di avere dolori alle spalle e alla zona lombare, un forte raffreddore [...] e la tosse, a
causa dell'aria gelida che respiro. Era comparso uno sfogo cutaneo all'inguine. I piedi erano coperti di
lividi e vesciche, cos tagli gli scarponi, nella speranza di allentare la pressione dell'imbottitura e
alleviare il dolore. Un giorno soffr di un misterioso dolore all'addome, aggravato dall'imbragatura
della slitta che premeva sui fianchi.
Malgrado si dimostrasse sempre ottimista durante le trasmissioni, nel suo diario lasciava
trapelare la disperazione.  stata una vera e propria battaglia fisica con la fatica scrisse, per poi
aggiungere: Mi fermavo pi o meno ogni minuto per riprendere fiato o per prepararmi allo sforzo
successivo. Due sere dopo, in seguito all'ennesima tormenta di neve, si lament di non aver avuto
abbastanza forze per trascinare la slitta nella tempesta. Il suo diario divenne una litania di sofferenze:
giornata dura; giornata molto difficile; giornata brutale; un'altra giornata orribile, peggio di
ieri; nuotato contro una forte marea; nuotato ancora contro la marea; del tutto esausto e
demoralizzato. Ogni mattina Worsley apriva la chiusura lampo della tenda e dava un'occhiata
all'esterno, sperando in un cielo sereno, solo per scoprire la solita oscurit bianca. Certe volte non
riusciva neppure a distinguere la punta degli sci nell'oscurit, che, annot, era densa come panna rappresa.
Il 1 dicembre Worsley marci in quella che descrisse la madre di tutte le tempeste.
Arrancando in salita, il capo chino contro una raffica di pallottole di ghiaccio, avanzava a meno di un
miglio all'ora. Dopo molte ore, all'improvviso si ferm. Mi rannicchiai sulla slitta, con indosso il
piumino, chiedendomi se andare avanti o fermarmi avrebbe ricordato in seguito. Il vento era cos forte
che non sapeva se sarebbe riuscito a montare la tenda, cos riprese a camminare. Non sentivo pi le
mani, e mi dovevo fermare spesso per scaldarle disse. E in due occasioni la luce era cos piatta che,
appena mi sono fermato, sono caduto, tale  l'effetto disorientante che ha sui sensi.
Il giorno successivo Worsley stava sciando alla cieca su un rilievo, quando la slitta lo sorpass e
lo fece cadere. La testa, la schiena e le gambe sbatterono sul ghiaccio. La slitta si capovolse due volte,
trascinando Worsley per quasi venti metri. L'esploratore stramazz sul ghiaccio, imprecando. Quando
si rialz in piedi, controll nervosamente le bombole di combustibile. Una sola crepa e sarebbe stato
spacciato, ma non ve n'erano e, consapevole del tempo che volava, si distric dall'imbragatura e ripart
ancora una volta.
Incredibilmente, nonostante ostacoli e incidenti, Worsley prevedeva di raggiungere il Polo Sud
intorno a Capodanno. Nulla sembrava poterlo fermare. Una mattina prosegu malgrado le tremende
condizioni meteo: lui stesso dovette ammettere quanto fosse folle partire. Di nuovo scrisse nel suo
diario: Non riesco ad andare oltre, non me la sento. Eppure, la mattina dopo si mise in piedi e
prosegu. Il 18 dicembre, il trentaseiesimo giorno, percorse pi di diciassette miglia nautiche, un tratto
notevole che lo tenne impegnato quindici ore. Dopo un'altra giornata estenuante  che Worsley
descrisse come una combinazione di mangiare, piegarsi, guidare, legarsi, spingere, sudare, imprecare,
sostare e disperare  disse a se stesso: Devo solo accettarlo e continuare a muovermi.
Ogni giorno Worsley scopriva la solita oscurit bianca.
La sua esistenza si era ridotta a un unico obiettivo: accumulare miglia. Quando si avvicinava a
un sastrugi, ordinava a se stesso di attaccare, attaccare, attaccare. Dopo una simile battaglia, scriveva
con orgoglio sul suo diario di aver assaltato i bastioni di ogni pezzo di artiglieria abbastanza
sfortunato da trovarsi sul mio cammino.
Worsley festeggia il passaggio di un altro grado di latitudine.
Poi aggiunse: La slitta, ormai un ariete e non pi un fardello, travolgeva tutto ci che
incontrava. Quando i suoi ascoltatori gli domandarono come riuscisse a tenere duro, disse che non
c'entrava tanto la prestanza fisica, quanto la forza della mente e della volont: ore e ore di
preparazione in palestra non bastano.
Robert Swan, un esploratore che aveva raggiunto a piedi entrambi i poli, stava seguendo il
viaggio di Worsley, ed espresse la propria ammirazione per i suoi progressi quotidiani. In un messaggio
audio postato sul sito di Worsley il 5 dicembre, Swan disse: La sua media  fantastica, per poi
aggiungere: Sta affrontando condizioni piuttosto difficili, ma Henry  un vero lottatore. In un
secondo messaggio, postato qualche giorno dopo, Swan descrisse l'avanzata di Worsley come se di
fronte a lui ci fosse un semaforo: Nella tua testa vedi molto, molto raramente il verde, per la semplice
ragione che, se c' il verde, probabilmente non stai spingendo abbastanza [...] Pensi ai piedi, alle
gambe, ai polpacci, ai fianchi, alle braccia, al collo, alle spalle, e ripeti continuamente questi controlli
per vedere se  tutto okay [...] Come ha detto Henry, ogni giorno, durante le ultime ore di cammino,
capisci che sta per scattare il rosso. E non  il massimo, perch il tuo corpo sta cominciando a mangiare
se stesso.  molto pi facile che ti vengano i geloni. Cos vivi sul filo dell'arancione, ogni tanto ti
spingi nel rosso e poi, intelligentemente, esci dal rosso e torni nell'arancione. E si spera che, quando sei
nel sacco a pelo e stai parlando con noi, sia scattato di nuovo il verde.
Il 25 dicembre Worsley si trovava a meno di cento miglia nautiche dal Polo. Il principe William
trasmise un messaggio in cui dichiarava:  Natale e pensiamo a te mentre trascini tutta la tua
attrezzatura su e gi per i pendii e le montagne dell'Atlantico meridionale, in Antartide. Worsley apr
un pacchetto che Joanna e i figli gli avevano consegnato. All'interno c'erano le versioni in miniatura
dei tipici dolci natalizi inglesi: una mincemeat pie e una fruitcake. Alicia gli aveva scritto un biglietto
con una citazione dal Libro della giungla: Ti bastan poche briciole, / lo stretto indispensabile, / e i tuoi
malanni puoi dimenticar. Joanna aveva aggiunto un campione di colonia Amouage Journey Man.
Immaginavo che puzza ci sarebbe stata nella tenda avrebbe ricordato.
Nella trasmissione di quel giorno Worsley disse: I pacchetti da casa, soprattutto in momenti
come questo, non importa dove ti trovi, hanno un significato speciale. E mai come per me stamattina.
Con il telefono satellitare, Henry chiam Joanna e Alicia a Londra, poi Max in Francia. Da
quando era partito, Worsley aveva riportato sul suo diario tutte le occasioni in cui aveva comunicato
con loro. Una volta, dopo aver parlato con Joanna, scrisse: La amo cos tanto. Un'altra volta, dopo
aver ricevuto un sms da Alicia che diceva: Ti penso sempre, e ti voglio bene pi che mai, Henry
annot: Messaggio dolcissimo dalla Nanerottola, il nomignolo con cui chiamava la figlia. Una
mattina, scrisse che una conversazione con Max gli aveva risollevato il morale. Il giorno di Natale
scrisse nel suo diario: Che bello sentire le loro voci.
Henry e Joanna in viaggio in Grecia prima della spedizione in solitaria.
Nonostante la giornata di festa, Worsley percorse dodici miglia nautiche. Quella sera, mentre
era sdraiato nella tenda, si accese un sigaro, il fumo aromatico che riempiva l'aria, e mangi i dolcetti
di Natale. Era, disse, un piccolo paradiso.
Poco dopo si ritrov a 2700 metri, l'altitudine del Polo Sud. Era cos stanco che, quando si
sedette sulla slitta per uno spuntino, si appisol, anche se la temperatura percepita era di trenta gradi
sotto zero. Forse ho esaurito tutte le forze e l'energia rifer durante una trasmissione. Ma a quanto
pare ho ancora una volont che dice, al mio cuore, ai nervi e ai tendini: Tieni duro. Worsley
continuava a ripetersi: Non perdere di vista l'obiettivo.
Il 2 gennaio, con un solo giorno di ritardo, raggiunse il Polo. Venne accolto da un gruppo di
sostenitori della stazione di ricerca scientifica. Erano le prime persone che vedeva da cinquantuno
giorni. Ma non era ancora il culmine del viaggio  era solo il termine della prima parte  e, poich la
spedizione non prevedeva alcuna assistenza, Worsley non pot entrare alla base per ricevere un pasto
caldo o fare un bagno.  stato strano arrivare l e non fermarmi scrisse nel suo diario, aggiungendo:
Che tentazione rimanere al Polo a mangiare e dormire. Invece mont il campo come al solito, mantenendo l'esilio autoimposto.
Durante la trasmissione disse ai suoi ascoltatori: Vi devo moltissimo per avermi aiutato ad
arrivare fin qui. Non posso sottolineare abbastanza quanto mi abbia incoraggiato nei giorni pi bui, e ce
ne sono stati tanti. Ma quelli che devo ringraziare di pi sono Joanna, Max e Alicia. La voce si ruppe.
Sono stati con me a ogni passo, ognuno con una mano affettuosa sulla mia schiena, risollevandomi
quando ero gi, dandomi forza quando ero debole, riempiendomi quando ero vuoto. Devo tutto a loro.
Poi concluse: Dal punto pi a sud intorno al quale gira il mondo, buonanotte.
A Londra, Joanna ascoltava le sue trasmissioni ogni sera prima di addormentarsi. Poco prima di
Natale venne intervistata da un giornalista del Daily Express. Quando era nell'esercito disse, Henry
era molto spesso all'estero, cos siamo abituati alle separazioni [...] ma adesso mi manca tantissimo.
Sono preoccupata per lui perch so quanto stia diventando fragile. Ha perso parecchio peso e ha avuto
un sacco di problemi per il meteo. Poi prosegu: Lui  cos determinato. Nella mia mente so che 
impossibile che non ce la far, anche se dovesse camminare giorno e notte. Ha una forza mentale
enorme. Emozionata, concluse:  un uomo eccezionale... non  meraviglioso essere sposati con qualcuno cos?
Worsley stimava che per portare a termine il viaggio avrebbe impiegato circa tre settimane, e
sperava di essersi lasciato alle spalle la parte pi dura. Nel suo diario aveva scritto: Solo l'idea di
andare a nord rende tutto pi facile. Tuttavia, defin la salita del Titan Dome impossibile. Aveva
perso quasi venti chili, i vestiti sporchi e cascanti. Ancora molto debole: le gambe sono due stecchini,
le braccia striminzite annot nel suo diario. Gli occhi erano incavati, le dita stavano diventando
insensibili. I tendini di Achille erano gonfi. I fianchi erano coperti di graffi e lividi per il continuo
sfregamento dell'imbragatura. Si era rotto un incisivo mordendo una barretta proteica congelata, e disse
alla ALE che sembrava un pirata. Era stordito dall'altitudine, e gli sanguinavano le emorroidi.
Il 7 gennaio venne svegliato in piena notte dai dolori all'addome. Stavo malissimo ammise
durante la trasmissione. Non mi sono mai sentito cos debole dall'inizio della spedizione. Gli
auricolari dell'iPod si erano rotti, lasciandolo nel silenzio. Mi sento solo confess durante una
trasmissione, aggiungendo: Ogni tanto sarebbe bello avere qualcuno con cui parlare della giornata.
Mi sento solo ammise Worsley nel corso di una trasmissione.
Continuava a pensare che presto avrebbe raggiunto la cima del Titan Dome. Star bene
quando la tanto attesa discesa' si materializzer scrisse nel suo diario. Ma la vetta gli sfuggiva,
intrappolato dall'infinito di fronte a me. L'11 gennaio disse ai suoi ascoltatori: Desidero
disperatamente scendere nell'aria densa abbastanza per respirare.
Ascoltando le trasmissioni, Joanna era sempre pi preoccupata. Nella sua voce percepivo la
fatica e la tristezza ha ricordato. Henry non aveva un compagno che gli dicesse che era rimasto troppo
a lungo nella zona rossa, n era trattenuto dalla preoccupazione che le sue azioni potessero mettere in
pericolo la vita di altri. Inoltre era convinto che avrebbe potuto fare ci che aveva sempre fatto: vincere
grazie a una volont inflessibile. Nel suo quaderno di appunti aveva trascritto una citazione del ciclista
Lance Armstrong: Perdere e morire: sono la stessa cosa.
Cos Worsley non si arrese, mormorando fra s e s un verso dell'Ulisse di Tennyson: Lottare
e cercare e trovare n cedere mai. Un giorno alz lo sguardo al cielo e vide, attraverso gli occhialini
gelati, uno stupefacente alone solare. Lungo la circonferenza erano disposte tre violente esplosioni di
luce, come se il sole si fosse frantumato in altrettante sfere di fuoco. Worsley sapeva che il fenomeno
era causato dalla rifrazione della luce solare attraverso un sottile strato di particelle di ghiaccio. Ma,
mentre arrancava nel vuoto, si domand se la luce non fosse in realt uno spirito guida, come il quarto
uomo di cui aveva parlato Shackleton. Forse anche Worsley aveva penetrato la superficie esterna
delle cose, o forse la sua mente era sempre pi annebbiata. Le annotazioni sul diario erano diventate
pi stringate e oscure: Senza fiato... sto svanendo... le mani/dita sono sempre insensibili... mi chiedo
quanto dureranno.
Il 17 gennaio barcoll in una tormenta di neve, trascinando la slitta per sedici ore. Quando si
ferm era tarda sera, e dovette faticare per rimontare il campo: piantare i dieci paletti nel ghiaccio,
scaricare il cibo, accendere il fornello, sciogliere la neve per ottenere acqua.  l'una del mattino
disse durante la trasmissione. In una parola,  stata una giornata spossante. Poi prosegu: Mi 
rimasta pochissima energia... La sua voce andava e veniva.
Ascoltando la trasmissione, Joanna fu colta dal panico. Chiam molti degli amici pi vicini al
marito, chiedendo se qualcuno non dovesse chiamare la ALE per inviare un aereo di soccorso. Loro
pensavano che Worsley stesse bene, data la sua esperienza e le sue capacit, e che sarebbe toccato a lui
fare quella chiamata. Robert Swan, in una delle trasmissioni precedenti, aveva notato che Worsley
portava sulla cintura un bellissimo, incredibile telefono satellitare Iridium, aggiungendo: Se ha un
problema, basta che prema un pulsante per ricevere assistenza e soccorso molto, molto rapidamente.
Il 19 gennaio, dopo aver trascinato la slitta nell'ennesima tempesta, Worsley era troppo stanco
per trasmettere, e con la mano congelata scarabocchi solo qualche parola quasi illeggibile nel suo
diario: Davvero disperato... mi sto spegnendo... la pancia... preso antidolorifici. Era incontinente, e
dovette avventurarsi all'aperto parecchie volte per accucciarsi nel gelo. Sembrava che il suo corpo si stesse mangiando.
Il giorno dopo, il sessantanovesimo della spedizione, riusc a tirare la slitta solo qualche ora. Mont la tenda e croll dentro. A un certo punto chiam Max in Francia con il telefono satellitare, svegliandolo a notte fonda. Tutto quello che Henry riusc a dire fu: Volevo solo sentire la tua voce, volevo solo sentire la tua voce.
Max gli disse: Per me sarai sempre un guerriero polare. Adesso devi solo tirarti su e tornare a casa.
La mattina del 21 gennaio Joanna parl con Henry. Soffriva, disse, di un crollo totale. Non
aveva neppure le forze per bollire l'acqua o lavarsi i denti, e Joanna lo supplic di chiamare la ALE e
ritirarsi. Devi assolutamente chiamarli disse.
Henry le disse che, sebbene non avesse intenzione di uscire dalla tenda, aveva bisogno di un po'
di tempo per riflettere su cosa fare. Pass la giornata combattendo con la difficile situazione in cui si
trovava, domandandosi cosa avrebbe fatto Shackleton. Nel suo diario Worsley aveva scritto: Voglio
solo che tutto questo finisca, aggiungendo: Mi mancano tutti da morire. Ma secondo il GPS aveva
finalmente superato la vetta del Titan Dome e aveva iniziato la discesa. La storia era a portata di mano.
Nel suo diario aveva scritto: Mai, mai arrendersi. Questa annotazione riecheggiava un insegnamento
tratto da uno dei libri di auto-aiuto ispirati da Shackleton che in precedenza Worsley aveva postato sul
suo sito: Mai rinunciare: c' sempre un'altra mossa.
Ma forse si sbagliava. Shackleton non era forse sopravvissuto proprio perch si era reso conto
che, a un certo punto, non poteva pi fare alcuna mossa ed era tornato indietro? A differenza di Scott e
di altri che al Polo avevano trovato la morte, Shackleton aveva accettato i propri limiti e quelli dei suoi
uomini. Aveva capito che non tutto, men che meno l'Antartide, pu essere conquistato. E che nella
sconfitta pu esserci comunque il trionfo: il trionfo della sopravvivenza.
Il 22 gennaio, dopo aver percorso 800 miglia nautiche in settantuno giorni di cammino, Worsley
prese una decisione e prenot il taxi pi costoso del mondo. Salute a tutti disse durante la
trasmissione. Quando il mio eroe Ernest Shackleton arriv a 97 miglia dal Polo Sud la mattina del 9
gennaio 1909, disse di aver sparato la sua ultima cartuccia. Poi continu: Be', con una certa tristezza
oggi devo informarvi che anch'io ho fatto tutto ci che era in mio potere [...] Il mio viaggio  giunto al
termine. Ho esaurito il tempo e la resistenza fisica, oltre a non essere assolutamente pi in grado di far
scivolare uno sci davanti all'altro [...] La mia vetta  semplicemente irraggiungibile. Eppure sembrava
sollevato: Mi leccher le ferite. Col tempo guarir, e riuscir ad accettare la delusione. Lo consolava
il fatto che le donazioni per l'Endeavour Fund avessero superato la cifra prefissata di un quarto di
milione di dollari.  incredibile, e mi rende felice disse. Spieg che l'aereo di soccorso sarebbe
arrivato a breve, e che non vedeva l'ora di una tazza di t caldo. Infine concluse: Qui  Henry
Worsley, il viaggio  concluso.
Aveva gi comunicato la sua decisione a Joanna, che non vedeva l'ora di incontrarlo e
riabbracciarlo. Come avrebbe notato in seguito, ovviamente Henry era deluso, ma Shackleton non
raggiunse mai i suoi obiettivi, e quello che ha fatto Henry  straordinario. Avvis Max, Alicia e
numerosi amici, i quali espressero tutti il loro sollievo alla notizia che Henry avesse deciso di tornare a
casa. O, come pensava Joanna, che avesse scelto noi.
Quando arriv l'aereo, qualche ora dopo, Henry Worsley si alz in piedi orgogliosamente e
cammin sulle sue gambe, sebbene avesse bisogno di aiuto per salire la scaletta ed entrare in cabina.
Sapeva di aver preso la decisione giusta: aveva messo a nudo la sua anima. Worsley venne riportato in
aereo al campo base della ALE, dall'altra parte dell'Antartide, dove, secondo un rapporto della
compagnia, parlava serenamente del suo ritorno a casa e delle conferenze che avrebbe tenuto. Quella
sera chiam Joanna e disse: Sto bevendo una tazza di t e star bene.
In volo verso il campo base della ALE.
Ti amo tanto disse la moglie.
Tesoro, anch'io ti amo disse lui, con la promessa di chiamarla la mattina dopo.
Verso le due di pomeriggio del 23 gennaio, il telefono squill. Non era Henry, per, ma Steve
Jones, direttore delle spedizioni della ALE. Spieg che i medici avevano scoperto che Worsley soffriva
di una peritonite batterica, un'infezione che colpisce la sottile membrana che riveste internamente le
pareti addominali. Pu essere causata da un'ulcera perforata, e se l'infezione si diffonde al flusso
sanguigno pu provocare uno shock settico. La ALE port Worsley in aereo in un ospedale di Punta
Arenas, dove venne operato d'urgenza. Parlava ancora della sua famiglia e delle conferenze che
avrebbe tenuto, come se non si rendesse conto dell'improvviso cambiamento della situazione. Non era
forse tornato indietro? Jones chiese a Joanna se voleva parlare con lui. Temeva di ritardare l'intervento
chirurgico, cos disse di no, promettendo che sarebbe salita sul primo volo per il Cile.
Joanna atterr a Santiago, dove rimase in attesa della coincidenza per Punta Arenas. Mentre si
trovava a Santiago incontr l'ambasciatrice britannica in Cile, Fiona Clouder, la quale disse a Joanna
che le condizioni del marito erano gravi. Joanna continu a ricevere aggiornamenti dall'ospedale, e
venne informata che il fegato di Henry aveva smesso di funzionare. Si pu vivere senza fegato, no?
pensava Joanna. Quindi le dissero che anche un rene aveva ceduto. Non si pu vivere senza un rene?
Poi, poco prima che Joanna si imbarcasse sull'aereo per Punta Arenas, Fiona Clouder ricevette una
telefonata dall'ambasciata britannica. L'ambasciatrice si inginocchi accanto a Joanna, le prese la
mano e le disse ci che Joanna sapeva gi: Henry era morto.
Fiona Clouder accompagn Joanna a Punta Arenas. Percorse le strade della citt e i pedoni le
passarono accanto, ma non vide nulla: era come se fosse avvolta da una tormenta di neve. Venne
condotta in una chiesa, la luce che filtrava dalle vetrate istoriate, una croce appesa alla parete. Di fronte
a lei c'era una bara di legno aperta. Henry era l. Le era stato riferito che, quando era stato raggiunto dai
soccorsi, fra le sue cose erano stati trovati numerosi campioni di roccia, il che era tipico di Henry: li
aveva portati anche se riusciva a malapena a trascinare il proprio peso. Joanna abbass lo sguardo sul
suo volto. Ero completamente terrorizzata ha ricordato. Eppure sembrava incredibilmente sereno.
Quasi felice. Si chin e lo baci, la pelle ancora tiepida.
Joanna fu assalita dai rimpianti. Avrebbe voluto parlargli prima che entrasse in sala operatoria.
Avrebbe voluto che Henry si fosse ritirato prima, e chiamare lei stessa la ALE. Mi sentir in colpa per
il resto della mia vita disse. Stava affrontando un muro assoluto di dolore, la sua Antartide.
Joanna chiam i figli. Alicia, che aveva sempre condiviso una parte dello stoicismo del padre,
per poco non ebbe un crollo. In seguito avrebbe esaminato gli scritti del padre sulla sua impresa e
avrebbe trovato una frase che non avrebbe pi dimenticato: Sono seduto su una grossa lastra bianca e
guardo all'orizzonte... e immagino di sollevarmi in cielo e nello spazio, di guardare gi e pensare a me
stesso come a questo atomo su un cubetto di ghiaccio nel bel mezzo del nulla. Diverso tempo dopo,
Max aspettava ancora che suo padre ricomparisse. Lui era sempre stato quello invincibile  non
fisicamente ma mentalmente  e mi aspetto ancora che torni ha ricordato. Lo attendo ancora.
Nonostante il dolore, si sentiva pieno d'orgoglio quando pensava al padre: Se fossi anche solo met
dell'uomo che pap si  rivelato essere, sarei felice. Mentre suo padre si domandava: Cosa farebbe
Shackleton?, Max si chiedeva: Cosa farebbe pap?
Quando la notizia della morte di Worsley raggiunse la Gran Bretagna, il principe William
dichiar: Abbiamo perso un amico, ma rester una fonte di ispirazione per tutti noi. La stampa salut
Worsley come uno dei pi grandi esploratori polari del mondo e un eroe d'altri tempi. Come a
Scott e a Shackleton, dopo la morte gli venne conferita la Polar Medal. In un post su Facebook, Nancy
F. Koehn, autrice di Ernest Shackleton, Exploring Leadership, scrisse: Worsley considerava
Shackleton il suo eroe, e noi ora vediamo in Worsley uno dei nostri eroi.
Il funerale venne celebrato l'11 febbraio 2016 presso la chiesa di St Paul di Knightsbridge.
Erano presenti centinaia di persone, fra cui il principe William, il generale Nick Carter, Henry Adams e
Will Gow. In onore di Worsley, molti dei partecipanti indossavano cravatte o sciarpe dai colori vivaci.
Sebbene la salma di Worsley fosse stata cremata, c'era una bara ornata con rose bianche Stella Polare;
le medaglie militari dell'esploratore erano state disposte sul coperchio, adagiate su un cuscino
ricamato, cucito dallo stesso Worsley, che ritraeva Shackleton e i suoi uomini.
Nell'elogio funebre, Adams disse del compagno: Le sue imprese e il modo in cui le affrontava
lo hanno giustamente raffigurato come un eroe. Tuttavia non sono certo che lui si sarebbe sentito del
tutto a suo agio con quell'appellativo. Il suo eroismo  solo un aspetto di un carattere incredibilmente
ricco. Poi continu: Era prima di tutto un padre e un marito. Era un soldato. Era un artista. Un
narratore. Gli volevo bene come all'amico pi generoso e all'uomo pi onorevole. Aveva pi sostanza
di chiunque abbia mai conosciuto.
Max si alz per parlare. Alto e magro, i capelli ricci neri e gli occhi castano scuro, era un
ragazzo straordinario come lo era stato il padre. Max recit la poesia che aveva scritto sull'Antartide
quando aveva tredici anni e il padre stava partendo per la sua prima spedizione:
Quale bellezza si coglie fra la foschia di candida neve,
le profondit dell'Antartide, dove nessuno andr.

Il vento pungente congeler i tuoi pensieri,
e il freddo immortale ti canceller...
Ora  mattina, e la bellezza si svela,
e mentre il sole sorge, l'Antartide risplende;
e mentre lascio questa terra bellissima,
la vita al di l di me comincia a espandersi.

Nel dicembre del 2017, quasi due anni dopo il funerale, Joanna, Max e Alicia raggiunsero la
Georgia del Sud in nave. Volevo andare nel luogo che Henry amava cos tanto disse Joanna.
Sbarcarono sulla costa orientale dell'isola, dove, sotto i ghiacciai incombenti, si trovava una piccola
cappella di legno costruita nel 1913 dai balenieri norvegesi.
Max, Joanna e Alicia Worsley visitarono la Georgia del Sud nel 2017.
Nella cappella Joanna e i suoi figli tennero una cerimonia per Henry. Poco dopo uscirono e
risalirono un pendio gelato. Nevischiava, e Joanna si era avvolta nel piumino che il marito indossava
durante l'ultima spedizione. Ho avuto la sensazione che camminasse accanto a me ha ricordato.
Joanna e i figli raggiunsero una vetta che si affaccia sul cimitero dove  sepolto Shackleton.
Avevano portato una scatola di legno che Worsley aveva costruito per una delle sue spedizioni.
All'interno c'erano le sue ceneri. Nella cappella Max, che aveva cominciato a progettare una propria
spedizione polare, aveva recitato il sonetto su Shackleton che il padre amava tanto:
Ogni sforzo hai fatto, e vinto il premio di una vita: non mete geografiche, ma ben di pi hai ottenuto, le vette del comando.
Joanna e i figli scavarono una buca e seppellirono le ceneri di Worsley nel terreno gelato. Se ha gradito la lettura di questo libro la preghiamo di venire a trovarci su: marapcana.today clicchi su questo testo e trover la biblioteca completamente gratuita pi fornita ed aggiornata del web! La aspettiamo!
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FINE.
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Ringraziamenti.
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Non avrei potuto scrivere questa storia senza il sostegno e la generosit della famiglia Worsley. Joanna, Max e Alicia sono fra le persone pi straordinarie che abbia mai incontrato, e mi ritengo davvero fortunato di averle conosciute. La madre di Henry Worsley, Sally, e sua sorella Charlotte sono state altrettanto gentili e pazienti, condividendo con me i loro ricordi.
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Sono profondamente grato anche ai molti amici e colleghi di Worsley con cui ho parlato. Fra loro vi sono Henry Adams, Angie Butler, il generale Sir Nick Carter, Catherine Gale, Will Gow e Bill Shipton. Molte delle fotografie incluse nel volume sono state fornite da Gale, Gow e Shipton, e da Sebastian Copeland, Roger Pimenta, Lou Rudd e dalla famiglia Worsley.
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Hugh de Lautour mi ha concesso di citare la sua poesia su Shackleton. David Rootes e Steve Jones della ALE mi hanno aiutato
instancabilmente a farmi comprendere la natura aliena e stupefacente dell'Antartide. Sono in debito con The New Yorker, dove questo racconto  apparso per la prima volta, e ai miei editor, fra l'impareggiabile Daniel Zalewski, Dorothy Wickenden, Andrew Boynton e, naturalmente, David Remnick. David Kortava ed Elizabeth Barber hanno fornito un indispensabile lavoro di fact-checking.
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Bill Thomas, il mio brillante redattore e editore della Doubleday, ha intuito come integrare la narrazione con immagini che raccontassero una propria storia. Grazie a lui e al miracoloso staff del Knopf Doubleday Publishing Group, guidato dal suo presidente, Sonny Mehta, L'oscurit bianca  diventato il libro che state tenendo in mano. Voglio ringraziare soprattutto Todd Doughty, John Fontana, Suzanne Herz, Andy Hughes, Lorraine Hyland, Pei Koay, Maria Massey e Margo Shickmanter.
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Come sempre, sono grato a Kathy Robbins e a David Halpern, del Robbins Office, e a Matthew Snyder, del CAA, per la loro amicizia e il loro supporto. Infine voglio ringraziare mia moglie Kyra e i miei figli Zachary ed Ella. Mi hanno sostenuto in
modi che non riuscirei mai a esprimere a parole.
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FINE.